Oldo: il birrificio agroartigianale di Reggio Emilia

13 giugno 2017

Non distante dal centro di Reggio Emilia, il birrificio Oldo ha il suo impianto di produzione nel comune di Ca’ del Bosco. Nei suoi 7 ettari di Pianura Padana, Andrea Soncini ha piantato dell’orzo, per far sì che il suo birrificio potesse definirsi oltre che artigianale anche agricolo, cioè con almeno la metà delle materie prime utilizzate di produzione propria. L’occasione della nostra visita è stata fornita da una cotta pubblica straordinaria di un lambic, birra a fermentazione spontanea, sotto la supervisione di Paolo Erne, uno dei massimi esperti italiani e in collaborazione con il Madama Beershop di Bologna e Bokkereyder Brewery.

oldo

Le birre realizzate di solito sono una decina, a queste vanno aggiunte le Fab Four: “Il richiamo ai Beatles è chiaro, in realtà si tratta di birre stagionali ciascuna brassata con un ingrediente tipico della stagione di produzione” spiega Andrea. Tra le creazioni di Oldo una menzione speciale va alla birra Casta e Pura, omaggio al territorio dell’Appennino tosco emiliano: una splendida Scotch Ale con castagne, in questo caso usate in ammostamento anziché in bollitura come avviene più di frequente. “La Casta e Pura è figlia di un incontro fortunato con un ingegnere informatico, appassionato di castagne, che vive sul monte Ventasso. Nei tipici metati, casette di pietra costruite a tale scopo, lavora le castagne per fare la farina: per trentacinque giorni vengono affumicate ed essiccate a fuoco lento con legna sempre di castagno”.

agriturismo

La chiacchierata con Andrea è anche l’occasione per fare il punto sulla situazione del panorama birrario italiano. L’anno scorso il legislatore ha finalmente stabilito i criteri di artigianalità, ma ha posto un tetto massimo di produzione molto elevato: “Non mi preoccupano gli artigianali più grandi che inevitabilmente potranno uscire a prezzi più competitivi, quanto piuttosto le operazioni stile cavallo di Troia. Parlo delle acquisizioni da parte delle multinazionali, vedi Birra del Borgo. Lo fanno per scardinare il nostro mondo. Questa è la vera battaglia da combattere senza mezzi termini”. A suo dire, a tutela dei birrifici artigianali Unionbirrai potrà fare fronte comune ma anche individualmente c’è tanto da lavorare: “L’associazione deve darci consapevolezza oltre che fare da portavoce politico della categoria. È un mondo di prime donne, dovremmo ragionare di più da imprenditori. Non possiamo tralasciare il fatto che il mercato del luppolo rischi di diventare un monopolio o che i fusti da riempire vengano comprati a metà prezzo da parte delle multinazionali o ancora, che i distributori siano in balia di questi gruppi”.

20170601_124816

Andrea ha le idee chiare anche sul futuro del suo birrificio: “Stiamo ristrutturando gli immobili che abbiamo nel podere, l’idea è quella di creare un agriturismo, un piccolo villaggio dedicato alla birra, ovviamente con una tap-room per le degustazioni e un luppoleto per aumentare ancor di più la quota di materie prime coltivate da noi”. Un progetto molto affascinante e che speriamo veda presto la luce. A portarlo avanti, oltre ad Andrea alcuni collaboratori e sua moglie Francesca, che lo affianca sin dall’apertura nel 2010. In sala cotte due giovani volenterosi e già molto preparati: Davide e Luca. Se vi abbiamo fatto venir voglia di trascorrere un po’ di tempo in questa vera oasi birraria, in attesa della realizzazione dell’offerta di ospitalità, potrete visitare il birrificio il sabato mattina previo appuntamento.

I commenti degli utenti