Cosa rende un piatto instagrammabile?

19 giugno 2017

Di un piatto contano il profumo, il sapore e l’aspetto: e quest’ultimo ha una rilevanza sempre maggiore. Ormai le immagini di cibo e pietanze non si trovano più solo sulle riviste, sui ricettari o nei programmi tv: viaggiano soprattutto online, trainati sui social da tag come #foodporn, #instafood e #instagood. Eppure, non tutti i piatti che in tavola sono un successo riscuotono la stessa ammirazione su Instagram: un piatto di pasta con pomodoro e basilico può ottenere più condivisioni di un complicato filetto alla Wellington o di un gioiello incompreso di cake design, che ha richiesto ore e ore di lavoro. In realtà, i motivi del successo non sono poi così misteriosi. Li conoscono fotografi, foodblogger e anche alcuni chef. Mettete via i mestoli e sbloccate gli smartphone: ecco le 7 caratteristiche che rendono un piatto irresistibile su Instagram.

  1. instagram-ciboL’immagine è tutto. Non importa che la casa sia pervasa da un delizioso aroma di torta di mele o che una forchettata di lasagne vi abbia aperto nuovi orizzonti gustativi: su Instagram odori e sapori non si sentono. Vale solo l’immagine, che deve mostrare tutti i componenti del piatto in maniera che lo spettatore possa farsi un’idea anche del sapore. Alla fine, le foto di cibo su Instagram sono simili a quelle riproduzioni di sushi e ramen nelle vetrine dei ristoranti giapponesi. Non sono commestibili, ma tanto non vi è permesso neanche toccarle.
  2. Nascondere la fatica. Perché un piatto sia irresistibile, deve presentarsi già pronto per essere mangiato: non si deve intuire che la preparazione abbia richiesto molto lavoro o che la cucina dovrà essere ripulita da cima a fondo. Difficilmente vorreste preparare a casa un piatto da chef stellato che richiede 11 passaggi e 12 ore di preparazione: il bello è trovarlo già pronto nel piatto o in fotografia.
  3. spaghetti-instagramQualcosa di particolare o di naturale. Sembra che i piatti che hanno più successo su Instagram siano i dolci e i piatti di pasta. Sicuramente il richiamo di grassi e carboidrati, anche in fotografia, ha il suo ruolo; ma in generale, sui social funzionano bene le foto di piatti che hanno qualcosa di insolito – sicuramente è la base del successo dei dolci arcobaleno. All’opposto, hanno successo anche i piatti che richiamano la natura o l’effetto nostalgia: un ingrediente solitario ma che promette di essere squisito, una semplice pasta con pomodoro e basilico fresco come una volta o le polpette della nonna.
  4. dripping-marchesiComposto come una fotografia. Si parte dall’impiattamento. Il piatto è in molti casi l’unico soggetto della foto, per cui deve essere equilibrato in se stesso, proprio come nella composizione di un’immagine: a volte le foto su Instagram seguono la regola dei terzi, a volte si basano solo sul gusto estetico dell’autore. Prendete come esempio Gualtiero Marchesi, che crea da sempre piatti piacevoli da guardare, come il dripping di pesce che ricorda un quadro di Pollock.
  5. I contrasti contano. I piatti che funzionano meglio dal vivo sono quelli che accostano sapori diversi, come una punta d’acido in una pietanza grassa o il piccante in un dolce al cucchiaio. Su Instagram, i contrasti sono tutti nell’immagine: le erbe aromatiche possono non essere davvero necessarie, ma un rametto di timo può fornire proprio quel tocco di verde che serve a raccogliere condivisioni.
  6. hamburger-su-instagramDa vicino. Alcuni fotografi specializzati in cibo fotografano i piatti molto da vicino, prima di darne una panoramica generale. Lo scopo è chiaro: se vi sembra di essere sul punto di addentarlo, il piatto otterrà il vostro cuoricino e magari condivisione.
  7. instagram-jamie-oliverIl segreto più importante è però essere uno chef. Lo ha raccontato il film Chef, ambientato su un food truck, e lo hanno confessato alcuni chef statunitensi come David Posey e Mario Batali: basta pubblicare la notizia dell’apertura di un nuovo ristorante o dell’introduzione di un nuovo piatto per vedere schizzare verso l’alto condivisioni e prenotazioni. In alcune cucine si creano piatti appositamente composti per il successo su Instragram, in altre i tag arrivano in modo inaspettato per piatti che sono belli da vedere quanto da mangiare. E chi al ristorante non riesce ad andarci si accontenta delle immagini, con un velo di malinconia per i magnifici piatti che può vedere ma non assaggiare.

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