Si salvi chi può: l’UE vuole cambiare la ricetta delle patatine fritte

26 giugno 2017

Bollire le patate prima della celebre doppia friggitura e renderle così meno tossiche. L’Unione Europea ha deciso di mettere le mani sulla ricetta delle frites, le famose patatine fritte che il Belgio si vanta di aver inventato e che considera un piatto tradizionale. Da giorni, politici e cittadini belgi protestano contro la proposta della Commissione europea, che sul rapporto le chiama french fries, come negli Stati Uniti: il Ministro belga del turismo Ben Weyts ha persino scritto un accorato appello al commissario europeo delle politiche alimentari Vytenis Andriukaitis per lamentarsi del provvedimento: “Di fatto, bandirebbe le frites, un patrimonio nazionale insieme al cioccolato, e danneggerebbe la nostra tradizione gastronomica”.

Patatine fritte

Famose in tutto il mondo, il loro sapore è dovuto proprio a come sono preparate. Solitamente si utilizzano le patate bintje, che crescono nel Paese e nel nord della Francia. Tradizionalmente, sono lavate, pelate, tagliate a pezzi di diverse dimensioni, prima di essere fritte due volte in grasso di manzo o cavallo. La prima volta da crude, per ammorbidire l’interno, la seconda per rendere l’esterno croccante. La proposta della Commissione prevede che siano bollite prima di essere fritte, per ridurre la quantità di acrilammide nel prodotto finito, un composto tossico che si può formare nei cibi fritti quando avviene a temperature superiori di 120 °C. Un cambiamento che renderebbe ben diverso il sapore delle patate.

patatine fritte

Alle proteste, la Commissione ha risposto che si tratta di una proposta, un invito, non un divieto e che sta preparando una serie di linee guida da rispettare per evitare la formazione di questo composto. “Nessuno vuole eliminare le patatine belghe — ha fatto sapere un portavoce della Commissione UE — vogliamo però fissare delle regole per obbligare gli operatori della ristorazione e dell’industria a ridurre l’acrilamide nel cibo, nel rispetto delle tradizioni culinarie di ogni Paese dell’Unione care anche al presidente della commissione Jean Claude Juncker”.

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