Birrificio del Ducato vende al colosso Duvel

3 luglio 2017

Birrificio del Ducato annuncia di aver scelto di intraprendere una direzione di consolidamento della propria struttura, senza voler passare dagli istituti bancari”. E questa direzione, come ormai si vociferava da mesi, ha determinato la vendita del 35 % delle quote societarie a Duvel, un colosso industriale. Il birrificio del Ducato è, quindi, il secondo birrificio artigianale a vendere a un grande gruppo industriale. Oggi se ne ha la certezza, con un comunicato stampa che arriva però a cose avvenute e già rimpallate in rete tra un gruppo Facebook e un altro, senza un minimo cenno da parte dei diretti interessati. Cerchiamo di fare chiarezza su questo punto con le poche informazioni che abbiamo oggi.

La vendita

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Il birrificio del Ducato ha ceduto il 35% delle quote alla società belga Duvel Moortgat. Le quote restanti rimangono di proprietà di Manuel Piccoli e di Giovanni Campari, che restano a guida del birrificio e che continueranno a prendere decisioni relative alla produzione, come si legge nel comunicato. Duvel Moortgat è il terzo produttore del Belgio dopo i due colossi AB-Inbev e Alken-Maes. Questo gruppo industriale con sede a Puurs, nella provincia di Anversa, possiede i marchi belgi Duvel, Vedett, Maredsous, Achouffe, De Koninck, Liefmans, Bel Pils ma anche Bernard dalla Repubblica Ceca, le americane Ommegang, Boulevard Brewing Company, Firestone Walker. L’ultima acquisizione è stata a ottobre 2015, quando il gruppo ha siglato una partneship con Brouwerij ’t IJ di Amsterdam. I dettagli della vendita non sono stati resi pubblici, ovviamente, per cui è anche inutile azzardare un’ipotesi. Di certo c’è solo che il 35 % di Ducato è in mano a questo grande gruppo, sebbene nel comunicato stampa ufficiale si sottolinei l’altra faccia della medaglia, cioè che la maggioranza resta ancora in mano a Giovanni Campari e Manuel Piccoli.

Nascita del birrificio del Ducato

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Apre le porte nel 2007 a Roncole Verdi, in provincia di Parma e conta a malapena 3 persone. Giovanni Campari è il birraio, ha una laurea in Scienze e tecnologie alimentari, ha fatto esperienza in alcuni birrifici artigianali (Birrificio Italiano) e, cosa importantissima, ha girato il mondo. Manuel Piccoli è l’amministratore delegato, l’artigiano dei numeri, mentre Emanuele Aimi, che lascerà nel 2011, si occupa della parte commerciale. Il birrificio, da subito, raccogliere grandi consensi in Italia e all’estero: Via Emila e A.F.O. sono tra le più apprezzate e nel 2008 la Verdi Imperial Stout è l’unica birra italiana a ricevere una medaglia d’oro all’European Beer Star, nella categoria Imperial Stout.

L’ampliamento e la linea per la GDO

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Già dagli esordi, appena un anno dopo l’inaugurazione del birrificio, iniziano i primi contatti con USA e Svezia, e poi Spagna e Danimarca per l’esportazione, che sarà uno dei capisaldi del successo del birrificio. nel 2016 gran parte della produzione di birrificio del ducato è esportata verso 20 paesi del mondo diversi Nel 2016 Ducato arriva a esportare il 36% della produzione verso 20 Paesi nel mondo. Nel 2011 il birrificio del Ducato lancia BIA, una nuova linea riservata alla GDO – affine al progetto Trentatrè di Birra del Borgo – che durerà però solo qualche anno. Giovanni Campari dichiara: “Con BIA vogliamo offrire un prodotto con standard qualitativi elevati propri della birra artigianale, facile da bere e con un prezzo concorrenziale rispetto ai prodotti d’importazione”. La necessità di nuove opportunità e di nuovi mercati è sempre più palese. E il birrificio cresce di conseguenza. Arrivano a cambiare 3 sale cottura in 8 anni, sempre più grandi e automatizzate fino a raggiungere nel 2016 una capacità produttiva (in potenza) molto alta, fino a circa 400 hl a giorno e a essere, come Campari stesso ha dichiarato, il birrificio con la capacità produttiva e il livello di tecnologia più elevati nel mondo della birra artigianale in Italia. Inoltre, la possibilità di lavorare parallelamente con due impianti, la sour brewery con bottaia di Soragna, e il mega impianto di Roncole Verdi non solo ha aperto a nuove fette di mercato ma ha anche stimolato Giovanni Campari, un vero geek quando si parla di botti, a fare sempre meglio.

I pub a Londra e il crowdfunding

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A febbraio 2015 quattro soci inaugurano il primo pub di birre italiane a Londra. Si chiama The Italian Job e i soci sono: Giovanni Campari e Manuel Piccoli del Ducato, Marco Pucciotti imprenditore romano con diversi ristoranti e pub sparsi per la capitale e Giuseppe Verdoni, esperto di cibo e bevande originario di Parma, ma trapiantato a Londra. È un trionfo e l’anno successivo pensano che è il momento di fare qualcosa di più grande: una catena di pub italiani a Londra. Per realizzare questo progetto hanno bisogno di soldi e i quattro non si fermano nemmeno davanti al no delle banche. Organizzano quindi un crowdfunding che, manco a dirlo, va al di là delle aspettative: raccolgono 422.000 £ (il 20% in più del loro obiettivo che era di 350.000 £) e decidono di chiudere la campagna 8 giorni prima del termine. Grazie a questi fondi, possono investire in un nuovo locale all’interno del Mercato Metropolitano a Elephant & Castle e in un terzo pub a Notting Hill.

Di seguito, il comunicato ufficiale:

— COMUNICATO STAMPA del 03/07/2017 —

BIRRIFICIO DEL DUCATO annuncia di aver scelto di intraprendere una direzione di consolidamento della propria struttura, senza voler passare dagli istituti bancari. Si è deciso, infatti, di realizzare una sinergia con un importante gruppo di settore, che così ben comprende le dinamiche e le esigenze di un produttore di birra, ma con importanti e chiari punti di sintesi, che contraddistinguono l’accordo:

– SI CEDE UNA QUOTA DI MINORANZA, AL FINE DI POTER OTTENERE LE RISORSE NECESSARIE DA DESTINARE AL BIRRIFICIO DEL DUCATO, CHE COSÌ È IN GRADO DI PROGETTARE E DI REALIZZARE GLI INVESTIMENTI RITENUTI NECESSARI; – L’ATTUALE PROPRIETÀ (GIOVANNI CAMPARI E MANUEL PICCOLI) MANTIENE MAGGIORANZA E DUNQUE IL CONTROLLO, PER ASSICURARE IL PROSEGUIMENTO DELLA IDENTITÀ DEL BIRRIFICIO DEL DUCATO, IL PROPRIO POSIZIONAMENTO, LE MODALITÀ CON LE QUALI PRODUCE LA BIRRA E SI PONE SUL MERCATO.

L’impegno della proprietà e di tutti i collaboratori del Birrificio del Ducato, sarà garantito e sarà ulteriormente valorizzato nel prossimo futuro. Birrificio del Ducato ha deciso di collaborare con un partner, che ha fornito un contributo finanziario, ma che vista la sua importanza nel settore, dispone di una cultura e una tradizione di birra davvero approfondita, consapevole delle esigenze degli operatori del comparto e che dunque è in grado di aiutare a fronteggiare la crescita e gli investimenti.

L’obiettivo è creare una collaborazione che ci permetta di crescere, senza passare dalle banche. “In tutti questi anni abbiamo sostenuto la crescita della Birrificio ricorrendo a prestiti bancari e con mezzi propri“, afferma il co-fondatore Manuel Piccoli. “Abbiamo raggiunto diversi obiettivi, a volte con grande difficoltà e le banche non sempre hanno capito il valore della nostra attività. Oggi vogliamo continuare ad affrontare la crescita con un partner che ha molto familiarità con il mondo della birra artigianale e ci può accompagnare nel nostro cammino. Abbiamo quindi stipulato un accordo di partnership con Duvel Moortgat“.

Duvel Moortgat è entrato con una partecipazione di minoranza e non interverrà nelle decisioni di organizzazione e produzione“, dice il co-fondatore Giovanni Campari. “La gestione di Birrificio del Ducato rimane e rimarrà con noi fondatori: infatti Manuel e io abbiamo reinvestito nel birrificio stesso i proventi delle quote cedute“. Duvel Moortgat, fondata nel 1871, è un birrificio belga a conduzione familiare, altamente rispettato nel mondo delle birre artigianali, produce autentiche specialità come Duvel, Chouffe e Liefmans e vanta importanti partecipazioni in birrifici come Firestone Walker (USA), Boulevard (USA), Ommegang (USA), ‘t IJ (NL). Conosce pertanto le esigenze dei birrifici artigianali che cercano di produrre qualità.

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