Igiene: attenzione al ghiaccio nelle bevande

12 luglio 2017

Con il grande caldo di questi giorni tutti usiamo il ghiaccio per rinfrescare le nostre bevande. Ma, senza saperlo, potremmo mettere a rischio la nostra salute. se preparato in maniera errata, il ghiaccio può risultare contaminato Un’inchiesta della BBC ha infatti mostrato che nel 30% dei campioni di ghiaccio usato nei locali c’erano tracce di batteri fecali coliformi. Poiché non esistono regole europee sull’argomento e persino l’Organizzazione mondiale per la sanità ha dichiarato il ghiaccio prodotto ad altissimo rischio di contaminazione biologica, ora in Italia l’Istituto nazionale per il ghiaccio alimentare ha predisposto un manuale di corretta prassi igienica per la sua produzione. Il vademecum, scaricabile interamente sul sito Ghiaccio Alimentare e sul sito del ministero della Salute, detta le prime linee guida.

ghiaccio nel vino

L’obiettivo – spiega Carlo Stucchi, presidente dell’Istituto – è quello di garantire qualità, sicurezza e tracciabilità sia per chi con il ghiaccio lavora, pensiamo ai baristi ad esempio, sia a chi ne fa uso, e dunque a tutti noi consumatori. Si definisce ghiaccio alimentare se è preparato con acqua giudicata potabile dall’ufficiale sanitario e se alla fusione si traduce in un prodotto con le medesime caratteristiche”. Molti tra bar, discoteche e locali pubblici producono ghiaccio che spesso non può essere considerato alimentare. “Anche il ghiaccio prodotto da appositi macchinari – aggiunge il presidente dell’Inga – è risultato non a norma dalla maggior parte delle analisi fatte. Questo perché spesso la macchina non viene sottoposta alle necessarie operazioni di pulizia, manutenzione e sostituzione dei filtri. La sua produzione, dunque, deve sempre rispettare le norme igieniche e, se autoprodotto, deve essere inserito nella valutazione Haccp“.

I commenti degli utenti