La Buona Strada di Slow Food per aiutare le regioni colpite dai terremoti

12 luglio 2017

Una raccolta fondi destinata ad aiutare i produttori delle quattro regioni colpite duramente dal sisma dell’anno scorso. A quasi dieci mesi dalle scosse, Slow Food Italia lancia La buona strada. Ripartiamo dal cibo, un progetto presentato, non casualmente, nel corso del Festival della Partecipazione, per il secondo anno a L’Aquila. contadini, allevatori, sindaci e abitanti che resistono e non vogliono lasciare i loro borghi Nata da incontri tenuti in questi mesi tra contadini, allevatori, sindaci e abitanti dei paesi dell’Appennino che continuano a resistere e non vogliono lasciare i loro borghi e le attività produttive, la campagna durerà fino al 31 ottobre prossimo. Se raggiungerà il suo scopo, finanzierà l’acquisto di un furgone attrezzato per le aree umbre e laziali vicino Cittareale, Accumoli, Amatrice e Cascia, che venderà al pubblico i prodotti delle aziende agricole locali e delle altre regioni colpite dal sisma. Il negozio mobile raggiungerà ogni giorno i comuni e le frazioni del territorio, a fornire un ponte tra i produttori e i consumatori. Inoltre, a Cittareale sorgerà uno spaccio destinato allo smistamento e alla vendita dei prodotti locali.

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In Abruzzo invece, la campagna mira a dar vita a un caseificio mobile per agevolare l’attività di quei produttori che hanno perso le strutture. Si tratterebbe di un laboratorio collettivo, dotato di tutta l’attrezzatura necessaria per permettere a una ventina di allevatori di riprendere la produzione lavorando direttamente il proprio latte. A Comunanza, nelle Marche, infine, sorgerebbe un mercato della Terra, con un negozio mobile che, oltre a servire i comuni dell’area durante il periodo di chiusura del mercato opererà nella zona costiera in determinati periodi dell’anno.

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Il sisma – ha detto Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia – si è abbattuto su quelle aree interne del nostro Paese troppo spesso dimenticate dalle istituzioni nazionali ed europee. Aree che in seguito sono state recuperate grazie a una solidarietà spicciola ed emergenziale. Noi vogliamo invece, attraverso questa campagna, richiamare l’attenzione sulle problematiche strutturali dei territori appenninici. Restare nei territori è difficile – continua Pascale – e farlo dopo una sciagura di queste proporzioni è ancora più difficile: chi sceglie questa buona strada non può essere lasciato solo“. Slow Food Italia aveva già messo in campo le proprie forze per le popolazioni terremotate nel 2009, con il progetto dei Dieci orti nelle tendopoli e il mercato contadino de L’Aquila, inaugurato nel 2016, oltre alla campagna di solidarietà lanciata dopo l’ultimo terremoto e intitolata Un futuro per Amatrice.

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