Barcellona vs Roma: al mercato della Boqueria si spende meno

27 luglio 2017

È in ogni città, in ogni quartiere. È popolare e artigianale, limitato e, molto spesso, di qualità: si tratta del mercato. Ognuno ne ha uno, o due, di fiducia, dove si reca tutte le domeniche mattina per comprare le verdure da cucinare, la particolarità della boqueria, oltre alla sua varietà, è proprio il vantaggioso rapporto qualità prezzo un lenzuolo per il nipote venuto da lontano o un giocattolo da regalare al figlio per il dentino caduto. Ogni mercato rappresenta un mondo a sé; ha i propri prezzi, i propri articoli e una propria fascia di clientela. Oggi vi portiamo a scoprire uno dei mercati più famosi al mondo: La Boqueria di Barcellona. Un mercato ortofrutticolo, ittico e carnivoro che dà anche la possibilità ai propri visitatori non solo di fare la spesa, ma anche di pranzare rapidamente e a prezzi bassi: la particolarità di questo mercato è proprio il rapporto qualità/prezzo. Indaghiamolo per ogni reparto, confrontandolo con quello del mercato medio romano.

frutta

Sul reparto frutta la partita è vinta a mani basse dai catalani. Le fragole oscillano fra i 3 e i 3,95 euro per cestino a Barcellona, mentre a Roma fra i 5 e gli 8 euro. Sulle albicocche il divario è ancora più grande:  1,50 euro per una vaschetta di albicocche alla Boqueria, il triplo a Campo de’ Fiori. La palla è sempre in mano agli spagnoli: una vaschetta di ciliegie a 2,99 euro in uno dei banconi più forniti del mercato catalano, mentre le Durone a Campo de’ Fiori le si paga 7 euro per vaschetta. Sulle pesche pure non c’è storia: tabacchiere, nettarine e percoche a 4 euro a Roma, contro 1,99 euro al chilo in un bancone della Boqueria. Concludiamo con la frutta esotica, di gran lunga meno cara alla Boqueria: 2,99 euro per un chilo di mango, contro gli 8 allo stand più etnico del mercato di Campo de’ Fiori. La ciliegina sulla torta è il bicchiere di macedonia mista: 2,50 euro a Roma, 1, massimo 2 euro alla Boqueria e vi possiamo assicurare che la varietà e la qualità della frutta è nettamente superiore. Passiamo sul fronte verdura dove la Boqueria perde molti punti e per prezzo e per varietà. Come è facile intuire, i pomodori costano meno a Roma: se per i datterini a Roma si spendono 3 euro e 5 o 6 per un Cuore di bue, alla Boqueria si paga almeno un euro in più. I friggitelli si equivalgono: 2,99 da loro, 3 euro da noi. Mentre su tutto il resto, dalle melanzane alle verdure in foglia restiamo i più popolari.

percebes

Il pesce alla Boqueria è meraviglioso. Freschissimo, quasi vivo e in tutte le specie. I prezzi al kg cambiano in base al mercato.  Focalizzandoci sul banco 801, il più fornito e gremito di gente,  si nota che sono leggermente più bassi di quelli romani. Seppie a 14 euro, gamberi rossi a 55 euro, scampi a 26 euro, scorfani a 19,99 euro, salmoni a 10,80 euro e cozze e vongole sui 10 euro. Uno fra i frutti più cari è senza dubbio il percebe, una vera rarità, a 45 euro, ma è impossibile trovarlo a Roma.

boqueria

La carne è un’altra chicca della Boqueria. Ce n’è a bizzeffe e nei tagli più rari e quindi costosi. La Carnisseria Ferran Soler Capella, al numero 431, è la più particolare. Imperdibile è la cabeza de la reina, la testa della regina, ovvero la testa della capra a 1,75/2,65 euro l’una. 59,90 euro al chilo per la bistecca di manzo, 5,90 euro per un hamburger, 39,90 euro per un chilo di fettine di manzo da fare a straccetti. Prendendo come secondo termine di paragone la Macelleria Signorini a Trastevere la carne spagnola si dimostra leggermente più cara di circa 4-5 euro. Sui prosciutti non c’è storia: si spendono minimo 29 euro al chilo per un prosciutto di media qualità. Se lo si vuole mangiare a passeggio, un cuoppo di jamon patanegra con o senza queso, formaggio, viene a costare 3 euro.

boqueria

Tirando le somme, la Boqueria è un mercato fuori dal comune che offre tutto e il contrario di tutto, a prezzi onesti e mediamente popolari, più che nel centro della Capitale.

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