Attenti all’etichetta: cambiano le normative per pasta e riso

30 luglio 2017

Anche per riso e grano per pasta arriva l’obbligo d’origine in etichetta: sono stati firmati infatti dal ministro delle Politiche agricole e alimentari Maurizio Martina e da quello dello Sviluppo economico Carlo Calenda i decreti ministeriali che introducono la provenienza dei cereali con cui si producono spaghetti e penne rigate, provenienza dei cereali e luogo di produzione del riso andranno indicati in modo chiaro così come i luoghi di produzione del riso. Per due anni, in via sperimentale, nel nostro Paese si utilizzerà il nuovo sistema di etichettatura, che ricalca quello introdotto nei mesi scorsi per i prodotti lattiero caseari. Nello specifico, in etichetta sulle confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno essere obbligatoriamente indicate le diciture relative al Paese di coltivazione del grano e a quello in cui avviene la molitura, diverse in caso la lavorazione sul territorio di più Paesi (Paesi Ue, Paesi non Ue, o mista “Paesi Ue e non Ue”).

Campo di grano

Se il grano è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, comparirà una possibile quarta dicitura, per esempio “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.Per quanto riguarda il riso, il provvedimento prevede in etichetta l’indicazione del Paese di coltivazione, di quello di lavorazione e di quello di confezionamento. Anche in questo caso, qualora le fasi di lavorazione avvengano in più luoghi, saranno utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture miste.

riso

Le indicazioni saranno apposte in un punto evidente dell’etichetta e nello stesso campo visivo, in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili e indelebili. Secondo quanto stabilito dai provvedimenti, le aziende avranno circa 180 giorni per adeguarsi al nuovo sistema e smaltire le vecchie etichette già utilizzate.

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