Un nuovo anno per la scuola A Tavola con lo Chef

1 agosto 2017
di Raffaella Berardi

Nel mondo della gastronomia molto spesso si raccontano storie. Di rivalsa, di attaccamento, di crescita e perché no di divorzi e di nuovi inizi. Frequentare una scuola è il primo passo per iniziare una carriera professionale Le storie piacciono, affascinano, rimangono impresse. E non esiste modo migliore per raccontare una storia se non partendo dai nomi dei suoi protagonisti. Niko Romito, Iside De Cesare, Marco Claroni e poi Fabrizio Fiorani se ci si vuole allontanare fino a Tokyo o Luigi Tirabassi e Andrea De Bellis se dalla cucina si vuol passare alla gelateria e alla pasticceria. Cosa hanno in comune? Un luogo, un punto comune di partenza. In principio fu proprio la scuola A Tavola con lo chef.

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E di questo luogo, dell’orizzonte comune di questi nomi noti dell’enogastronomia, si può a sua volta narrare la storia. Mancano quasi 800 giorni al 30esimo compleanno di questa realtà romana. Nata nel 1989 con la volontà di formare professionisti e di educare gli amatori, di far crescere la consapevolezza di quanto la ristorazione possa essere l’obiettivo professionale e personale se la si approccia con dedizione, spirito di sacrificio, curiosità e inventiva, una realtà che non smette di sfornare (è proprio il caso di dirlo) professionisti del settore.

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Un trampolino di lancio se si vuole diventare aiuto cuoco, cuoco, pasticcere, pizzaiolo, pastaio, panificatore, gelatiere, responsabile di sala. Non mancano i master di approfondimento ed aggiornamento professionale sul pesce, sulla carne, sulle nuove tecnologie, sulle intolleranze alimentari, sul food cost. Completano l’offerta formativa i corsi legati alla normativa vigente: sicurezza alimentare (HACCP), sicurezza nei luoghi di lavoro, Primo soccorso, antincendio. Un altro riconoscimento proviene dalla Regione Lazio che con l’accreditamento della scuola, ha riconosciuto e sancito la professionalità dell’intera organizzazione e la idoneità dei locali e delle attrezzature: binomio inscindibile per una formazione di alto livello.

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La formula magica parte da un progetto formativo e non smette di innovarsi; continua con insegnanti che uniscono la serietà, che questo mondo richiede, con la volontà di spingere gli allievi a coltivare i propri progetti. Ne viene fuori un luogo in cui coltivare, accrescere e trasmettere la passione per la cultura enogastronomica, prerogativa essenziale sia che si parli di professionisti, sia che ci si rivolga all’universo degli amatori. Anche stranieri.

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E come ogni storia che si rispetti occorre trovare un lieto fine. A parlare sono i numeri: l’85% degli allievi dei corsi professionali vengono inseriti nel mondo del lavoro all’interno di strutture qualificate e tra i restanti il 20% porta avanti attività di famiglia o apre una nuova attività.

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