Dal Giappone: cos’è il taiyaki?

3 agosto 2017

Sono a forma di pesce, nascondono un cuore goloso e gli amanti dello street food giapponese li conoscono bene. Molto bene: i taiyaki hanno un notevole potere seduttivo. Il nome, tradotto letteralmente, significa orata al forno. Si tratta di dolcetti composti da due basi morbide, il cui sapore ricorda quello dei pancake, generalmente sono farciti con un ricco strato di anko, una marmellata di fagioli azuki e che generalmente sono separate da un ricco strato di anko, una sorta di marmellata a base di fagioli azuki. Alternative molto apprezzate, per il ripieno, sono la crema e il cioccolato. I taiyaki sono stati proposti per la prima volta dal ristorante Naniwaya in Azabu, a Tokyo nel 1909 e adesso si trovano in tutto il Giappone, principalmente nelle fiere ma anche nei supermercati. Negli anni Settanta è stata persino scritta una canzone dedicata a queste prelibatezza, intitolata Oyoge! Taiyaki-kun: il video, più volte trasmesso nel corso di un programma televisivo per bambini, mostrava uno di questi pesciolini intento a fuggire dalla piastra necessaria per la sua preparazione e capace di raggiungere addirittura il mare. Una libertà sospirata e ritrovata, ma presto nuovamente persa: il poverino, infatti, viene pescato e mangiato.

taiyaki

A proposito di piastra: ne esiste una specifica, caratterizzata da due stampi uguali per cuocere contemporaneamente le due metà di questa orata così speciale. La si trova facilmente sui siti di e-commerce (che in realtà vendono anche bustine di dolcetti già pronti ma una certa diffidenza nasce spontanea), ma ci si può pure accontentare di normali stampi per biscotti. Purché siano a forma di pesce, appunto.

taiyaki

Questi gli ingredienti dell’impasto: 150 grammi di farina, 30 cl di acqua, 40 grammi di zucchero, 3 uova, sale e olio. Si inizia mescolando le uova con lo zucchero, poi si aggiunge delicatamente la farina (badando che non si formino grumi) e due pizzichi di sale. Si amalgama il tutto con l’acqua, lavorando fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. A questo punto occorre versarne una parte nei due stampi precedentemente spennellati di olio e lasciar cuocere aspettando che compaia una leggera doratura sulla superficie. Step finali: togliere le due metà del taiykai, lasciare raffreddare per un po’ e spalmare una generosa dose di anko. Quest’ultima specialità giapponese si trova con facilità nei negozietti etnici ormai presenti ovunque. I taiykai mantengono intatto il loro gusto e la loro consistenza per circa 3-4 giorni.

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