I racconti del Professore: Abocar

11 agosto 2017

Abocar in spagnolo sta per avvicinare. Ed è l’intento che si propone questo locale nel misconosciuto, ma molto bello, centro storico di Rimini (via Carlo Farini, 13): avvicinare il cliente alla cucina proposta, ma anche creare un ponte tra due tavole – creare un ponte tra due cucine, sudamericana e italiana quella sudamericana e quella italiana – filtrate da tante esperienze in giro per il mondo. Responsabili di questa avventura sono Mariano Guardianelli e Camilla Corbelli. Argentino di origini italiane lui, cresciuto ai fornelli delle nonne, ma in realtà preso dal sacro fuoco della cucina solo intorno ai vent’anni. Riminese doc lei, sin da giovanissima ai fornelli, quasi sempre in giro per il mondo. E nel comune girare si incontrano nelle cucine del Celler de Can Roca, diventano coppia nella vita e dopo altri giri per il mondo, si decidono a tornare a casa di lei, a Rimini.

abocar

Nel 2013 nasce Abocar. Subito si pone il dilemma: chi sarà a capo dei fornelli? Due teste a comandare rischiano di essere troppe. E allora si decide: Moreno in cucina, Camilla in sala. Si parte in sordina: c’è qualche difficoltà soprattutto a far capire un lavoro che esula da grigliate miste, fritture e spaghetti con le vongole. Con pazienza si ottengono i risultati e oggi ci sono clienti locali affezionati e anche tanti turisti, d’inverno nelle sala ampia, d’estate nel più piccolo e delizioso giardino interno. Una scelta tra quattro menu (pesce, carne, il grande Abocar, Manos Libres) da 39 a 69 euro, una piccola carta con la quale difficilmente si superano i 55 euro. Una piccola ma interessante selezione di vini, per lo più naturali, ma vi farete tentare dalla carta dei gin tonic e pasteggerete volentieri con loro in sintonia con il cibo.

abocar

Partendo subito con Tapioca e soia, mate e caprino e soprattutto con una deliziosa Tortilla con insalata marinata, dove tutte le radici platensi vengono fuori. Gradevolissimo il Tonnetto alletterato con sfoglie di pomodoro e cocco che ha anche un valore estetico e cromatico veramente notevole, come molti piatti di Guardianelli. La Tartare greca dove feta, cetriolo e salvia si inseguono a far da giusta cornice al manzo. Soddisfano meno i Plin di melanzana e formaggio di fossa dove i due ingredienti principali non sembrano trovare la giusta strada per integrarsi.

baccala

Ci si riprende subito con le golose Linguine, cozze e bottarga affumicata in casa: un gran primo piatto, realizzato alla perfezione. E ancora meglio si va con il baccalà, limpido, ben sfogliato con il suo pil pil suadente alla base, il baccalà con il pil pil suadente, servito con spinaci e salsa al limone, è perfetto servito con spinaci e un tocco di salsa al limone: perfetto. Così come la faraona: petto servito con la regina dei prato, un erba dal sapore sapore sapido e appena amaro, in compagnia di un cremoso purè di patate.  I dolci sono freschi e invitanti: il Cremoso di albicocca con gelato al sambuco e cialda al sesamo e il molto buono e anche bello, Mandorla, ciliegia e pasilla. Il pasilla è un peperoncino di origine messicana detto anche chile negro o achocolatado per suo colore una volta maturo e dona un tocco affumicato che abbinato alla dolcezza della mandorla e all’acida carnosità della ciliegia, presenti in consistenze e temperature diverse, realizza una chiusura di pasto veramente perfetta. Una cucina di cuore, dove le radici e gli ingredienti si mescolano con garbo e divertimento. Un piccolo posto con una bella anima, da consigliare a tutti.

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