I 6 epic fail di Ferragosto

13 agosto 2017

Di tutte le feste, il 15 agosto, Ferragosto, è la più strana. Raramente ci si ricorda che cosa si festeggi (Assunzione di Maria, ferie dell’imperatore Augusto, ferie in generale, gavettoni), ancor più raramente – dato il caldo asfissiante – giri di telefonate, tonnellate di piatti di carta, insalata di riso come se piovesse si ha voglia di farlo. Eppure, come per legge, quando pericolosamente ci si avvicina alla data fatidica, equivoche domande circolano nell’aria, tutte del tipo “Ma voi che fate a Ferragosto?” E allora giri di telefonate, tonnellate di piatti di carta, insalate di riso come se piovesse. E anche tu, che dall’estate non sognavi altro che trincerarti dietro gli ombrelloni del Bagno Maria e dimenticare che esisti, finisci a qualche chiassoso convegno, all’ennesimo spaventevole tentativo di festeggiare-mangiare-chiacchierare ancora una volta. Ecco 6 epic fail che vi toccheranno il 15 agosto, se la vostra misantropia non riuscirà a proteggervi.

  1. lasagna (1)Abbuffarsi col caldo che fa. A ogni festa noi italiani leghiamo un menu condito da innumerevoli piatti. Per Ferragosto pollo in umido, galluccio ripieno, lasagne-gnocchi-ziti-fettuccine, biscottoni, gelo di melone: è bastato citare qualche esempio per capire che, anche questa volta, ci si abbuffa. Senza dignità, senza inibizioni, il sacro proposito “giusto un pranzetto per stare insieme” diventa un macello pubblico che nemmeno ai banchetti imperiali. Il tutto, nei giorni di più spietata rivalità sotto l’ombrellone, quando ai vicini perfetti e abbronzati non facciamo che mostrare pance e gambe che nessun pareo potrebbe mai coprire.
  2. spiaggia affollataPensare di festeggiare al mare e scontrarsi con la dura realtà. L’idea di festeggiare al mare mette sempre buon umore: di giorno, insalata di riso, chiacchiere, caffè freddo; di sera, grigliata, gelato e spumante. Brezza leggera, stelle, musica lontana. Nel mondo dei sogni; la vita reale va più o meno così: non trovi parcheggio, ti ustioni, scordi a casa la borsa frigo, confondi tua moglie con la moglie di un altro (tanto gli ombrelloni sono attaccati) e ti ritrovi a parlare di pensioni con un ex commercialista in pantaloni corti; gente che ti fuma addosso, bambini che ti panano di sabbia, adulti che cercano d’impalarti coi racchettoni. Quello che vuole venderti gli occhiali. L’insalata di riso, calda, irriconoscibile, è piena di sabbia. Compri un panino da 7 euro che il tuo cane non mangerebbe. Aspetti la sera per avere finalmente un po’ di fresco: ti ricoprono la spiaggia di falò illegali, sembri Giucas Casella quando camminava sui carboni ardenti. Mangi solo ritagli di bruciato, bevi solo scolature calde e sgasate. Ti consoli pensando che in un sacro silenzio guarderai le stelle. E invece no: qualunque protezione tu metta in atto, finisci sempre in balia di uno con la chitarra che suona Battisti.
  3. processioneRestare digiuni per osservare la parata storica. Ci sono sempre comuni spiritosi che scelgono, come giorno privilegiato in cui intabarrarsi in vesti di raso pesante, il 15 agosto; in quei comuni spiritosi arrivano curiosi turisti, che vogliono proprio vedere come ci si vestiva in quelle terre anni fa. Tu hai acconsentito (sotto ricatto e comunque con contrizione), perché la parata storica avviene nel corso della sagra della fettuccina. Che ovviamente non mangi, perché resti incastonato tra le transenne e una colossale signora del luogo (probabilmente parente di secondo grado del vicesindaco), fino alla fine della manifestazione, fino a che tutte le personalità del paese non hanno sfilato in calzamaglia.
  4. traffico muller pausaPartire per qualche manifestazione e farsi tutta la giornata nel traffico, ingozzandosi di patatine dell’autogrill. In molti casi potrebbe comunque essere migliore della meta che si è scelta (vedi il caso della parata storica), ma quando passi una giornata intera in macchina, assuefatto agli aggiornamenti sul traffico di Isoradio, qualcosa dentro si distrugge. Da quando parti a Ferragosto? Da quando la tua meta è esattamente la meta di tutto il tuo quartiere? Ingurgiti patatine, ti riempi di biscotti. Quelli che cadono per terra, li raccogli. Sei un cumulo di briciole senza pace interiore, quando decidi di fare una spericolata inversione a U e goderti, invaso da nuove patatine e nuovi biscotti, il traffico del ritorno.
  5. menuPrenotare al ristorante per poi scoprire che fa menu fisso. Il ristorante doveva essere l’alternativa più succulenta: comodo, elegante, con tanta scelta e piatti gustosi; hai consultato il menu su internet già due volte, potresti ordinare l’antipasto già mentre parcheggi e invece amarissima disillusione: per Ferragosto, solo Menu Fisso; e ti becchi anche la grigliata di coregone. Sembra un male sopportabile finché non scopri che al menu fisso è abbinata una magica serata danzante. Sfiletti il coregone mentre parte il liscio.
  6. domandaDire in giro “Che cosa facciamo a Ferragosto?” e ritrovarsi mille affamati in giro per casa. È un rischio che si corre per quasi tutte le feste comandate, ma a Ferragosto è più periglioso, perché la maggior parte della gente è libera, non ha obblighi verso la famiglia e, tra un gavettone e l’altro, ha davvero voglia di tartine, aperitivi e grigliate. Ma ogni anno, ogni dannato anno, ti salta un passaggio: come si è finiti a organizzare la cena a casa tua? Ci rifletti mentre ciurme di persone a digiuno ti invade casa, con una Viennetta sciolta sotto braccio e una inquietante fame di carne. Confuso, ti posizioni davanti al barbecue e, arroventato dalle fiamme dell’inferno, capisci all’improvviso perché molte persone scelgano – consapevolmente – di passare il 15 agosto nel traffico.

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