Gelato World Tour: qual è il miglior gelato al mondo?

11 settembre 2017

Cosa hanno in comune Nagasaki, Medellin, Washington e Amatrice? Probabilmente nulla. O a ben vedere qui si possono mangiare alcuni dei migliori gelati del mondo secondo il Gelato World Tour, voluto da Carpigiani e Sigep. durante il gelato world tour sono stati decretati i migliori gelati del mondo Dopo 2 anni di prove intermedie e finali nazionali e continentali i 36 gusti finalisti sono stati giudicati a Rimini da ben tre giurie. Un compito complesso per tecnici, giornalisti italiani e stampa estera, ma anche per i visitatori.  Se per mangiare il miglior gelato della scorsa edizione del Gelato World Tour avreste dovuto viaggiare fino in Australia, nell’edizione 2017 le cose sono molto cambiate. Il miglior gelato secondo le tre giurie si trova in Italia. A Spoleto, in viale Trento e Trieste 29: la gelateria Crispini porta il nome del patron Alessandro che ha sbaragliato i concorrenti con il gusto che in Italia è il re incontrastato della gelateria, il pistacchio.

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Non un pistacchio qualsiasi. Niente colori fluorescenti o semilavorati semplici da utilizzare, ma un mix di tre pistacchi, uno di Agrigento e due di Bronte, da tostare a bassa temperatura per tutto il tempo necessario. Un gelato che gioca sul contrasto tra il dolce e il sapido del fior di sale di Cervia, elemento che conferisce una piacevole complessità all’assaggio. Perfetta la struttura con una freschezza al palato tutt’altro che scontata.

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Al secondo posto Guido e Luca De Rocco, italianissimi gelatieri che deliziano la città di Schwabach in Germania con il loro Tributo alla Serenissima. Nome altisonante per un sorbetto che fa della cremosità un vanto. Uva fragola delle campagne venete acidula e avvolgente con noci leggermente caramellate. È difficile smettere di mangiarne, l’uva fragola ha la piacevolezza dei piccoli frutti di bosco e il bouquet dell’uva; l’aggiunta di frutta secca aggiunge una nota croccante perfettamente bilanciata. Se foste in zona chiedete dell’Eiscafè De Rocco e dite pure che lo consiglia Agrodolce.

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Daniela Lince Ledesma, terza classificata, ha viaggiato per molti mila km per occupare l’ultimo spazio libero sul podio. Della sua Medellin in Colombia parla Amor-acuyá, il gelato da cui prende il nome la gelateria. Splendidamente acidulo per la variegatura al frutto della passione è reso rotondo dalla base di panna. Come se non bastasse, il cioccolato colombiano al 65% dona un tocco amaro. Sfaccettato e intrigante tanto quanto è semplice e spontanea questa piccola, grande gelatiera.

Premi speciali

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Scegliere tra 36 è davvero difficile e perciò ampio spazio ai premi speciali. La giuria tecnica composta da maestri gelatieri ha premiato con un ex aequo: Cocco Sogno di Angelo e Giuseppe Lollino & Ali Caine Hung delle gelaterie Massa Caffè Italiano, Vero Coffee & Gelato e Campanella Cremeria a Elmwood Park, Chicago (USA). E Il mio cioccolato di Renata Somogy della Gelateria Bringatanya Fagyzò a Gyenesdiás (Ungheria). Il primo gioca con la grassezza  del frutto e della sua panna alla quale sono aggiunti cioccolato bianco, vaniglia e mandorle croccanti. Il secondo ricerca materie prime di gran pregio miscelando cioccolato fondente 70% São Tomé proveniente dall’Africa e maracuya sudamericana (in foto).

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Anche per il voto del pubblico c’è stato un ex aequo: Gorgonzola e pere variegato con fichi e noci di Michael, Brian & Teresa O’Donnell della Gelateria 48 Flavours di Adelaide (Australia) – che conserva tutto il sapore del gorgonzola dolce pur non diventando ingombrante in abbinamento con la frutta secca – e Sorbetto Ananas, Sedano e Mela di Taizo Shibano della gelateria Malga Gelato a Nonoichi (Giappone), in foto qui sopra, che è una eco della freschezza degli ingredienti e una dimostrazione della dedizione della artigianalità giapponese.

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Per l’Associazione Stampa Estera in Italia, consegnato dalle mani Alfredo Tesio, presidente del Gruppo del Gusto, a essere premiata è The Asian Story di Sharon Tay della Gelateria Momolato di Singapore (Singapore) in cui si fondono latte di cocco e zucchero di palma avvolti da strisce di caramello di zucchero di palma variegato al sale marino e con un topping di cereali croccanti di tofu dolce.

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La Menzione Speciale dei Maestri Gelatieri va a Sapore d’Amatrice di Daniele Mosca della gelateria Il Gelatiere di Amatrice, Rieti (Italia) e a Yogurt al miele con lamponi e noci di Erik & Hermien Kuiper della Gelateria De Ijskuip di Denekamp (Olanda). L’uno con un gelato con ricotta di pecora e miele di castagno completato da noci mostra le ricchezze di una terra tanto cara e dolorosa (non possiede più una gelateria a seguito del sisma). Gli altri portano in gara tutta l’esplosività discreta di un gusto che gioca sulla freschezza e sulla acidità.  I giornalisti incoronano con un ex aequo: il gusto semplice di Latte e menta selvatica di Silvia & Lara Pennati di Formazza Agricola di Formazza, Verbania (Italia) – in cui tutti gli elementi sono squisitamente genuini e autentici – e Cioccolato al bourbon con noci pecan candite con sciroppo d’acero di Tammy Giuliani della Gelateria Stella Luna Gelato Caffè a Ottawa (Canada), in foto qui sopra, che stupisce gli astanti per la complessità equilibrata e goduriosa.

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Dulcis in fundo, menzione Il Resto del Carlino: Pistacchio di Bruno di Maria del Ristorante Madison di Realmonte, Agrigento (Italia). Una garanzia nella sua veridicità territoriale.  Carpigiani promette di essere pronta subito a iniziare un nuovo world tour partendo magari dal prossimo Sigep, sempre a Rimini dal 20 al 24 di gennaio. Noi ci saremo.

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