5 grandi detective ossessionati dal cibo

13 settembre 2017

Per un detective tradizionale, l’accesso a conoscenze arcane è la chiave per risolvere il mistero – dice Marta Usiekniewicz, dottoranda in letteratura americana dell’Università di Varsavia, intervistata da EaterIn più sapevano anche molto sul cibo“. Sì, proprio così. quasi sempre erano abili solutori di misteri, ma anche ottime forchette Gli investigatori tratteggiati nei grandi romanzi gialli che hanno reso celebre questo genere letterario nel tempo, quasi sempre erano abili solutori di misteri ed enigmi, ma anche buone, anzi ottime forchette. Ne sono una prova sia la stazza che molti scrittori attribuivano alle loro creature (si veda Nero Wolfe su tutti) sia il fatto che la maggior parte dei detective elencati in questo articolo, nonostante fossero ambientati in epoche di gradi ristrettezze economiche, non lesinavano le spese per la dispensa. Un modo come un altro per permettere ai lettori di evadere dalle miserie del tempo e sognare una vita da investigatori intelligenti e fini intenditori di cucina. Questa piccola indagine tra noir e cucina mira anche a smontare un diffusissimo cliché: quello dell’investigatore dedito all’alcool, alle sigarette e a poco altro. Non tutti sono Rocco Schiavone.

  1. nero-wolfeNero Wolfe. Con i soldi guadagnati facendo il detective, Nero Wolfe arriva in America dal Montenegro. Secondo il suo creatore Rex Stout, una volta a New York riesce a comprarsi una grande casa lussuosa, con tanto di giardino per le sue amate orchidee, e a permettersi uno chef personale, giusto per non lasciare niente al caso. Mentre il suo aiutante sbriga le ricerche che richiedono spostamenti a piedi, Wolfe spende e banchetta con acciughe, anatre, lingua in salamoia, polenta. Considerando che le storie erano ambientate negli anni ’30, era un bel modo per immaginare un mondo in cui la miseria della Grande Depressione non si faceva sentire. Wolfe non lascia quasi mai la propria casa se non per occasioni molto speciali, come partecipare al convegno dei Quinze Maîtres, i 15 migliori cuochi del mondo, in qualità di ospite d’onore. Stout non si limitò a descrivere il desiderio divorante della sua creatura di conoscere e provare tutto ciò che riguardi il cibo. Scrisse anche un libro: Le ricette di Nero Wolfe, che oggi è possibile consultare online.
  2. hercule-poirotHercule Poirot. Nei romanzi di Agatha Christie ciò che non manca davvero mai è il tè, accompagnato da buone focaccine e qualche pasticcino. Ma per il celebre Hercule Poirot, innamorato della cucina come Wolfe, il menu prevede qualcosina in più. Nel libro Fermate il boia l’investigatore belga si rammarica di non potersi concedere più di tre pasti al giorno. Essendo un belga che vive in Gran Bretagna, i suoi incontri con il cibo spaziano da una sponda all’altra della Manica. Tuttavia ciò che lo fa davvero impazzire sono i dolci e, da bravo belga, il cioccolato. Numerosi scrittori hanno dedicato il proprio tempo per raccogliere le ricette che fanno impazzire il baffuto detective. Ve ne segnaliamo due: Il delitto è servito. I menù di Agatha Christie di Maurizio Gelatti e Creme & Crimini. Le ricette deliziose e criminali di Agatha Christie, di Anne Martinetti e Francois Rivière.
  3. pepe-carvalhoIl detective Pepe Carvalho. Pepe Carvalho è un detective incline a molti vizi e curiose abitudini, ma soprattutto dalla golosità sfrenata. Non esistono limiti a ciò che può mangiare, alle cucine esotiche che può esplorare. Non ha la puzza sotto il naso come Wolfe, ma non è trasandato nelle sue scelte. A chi gli dice, parlando di piatti esotici, “Non mi attrae. Mangio per vivere“, gli risponde “Lo temevo. Lei doveva pur avere qualche difetto“. Lo stesso Manuel Vasquez Montalban ha raccolto i cibi cari al suo personaggio nel libro Le ricette di Pepe Carvalho.
  4. maigretIl commissario Maigret. Di ben altri gusti è invece il commissario Jules Amédée François Maigret, molto tradizionalista in fatto di cucina e non solo. Ama la vita tranquilla e predilige la cucina tradizionale francese: se non è ben fatta e ben curata, da consumare nei bistrot parigini, che almeno sia di sua moglie. Tra i suoi piatti preferiti c’è il coq au vin, pollo al vino. Alle ricette più amate del commissario francese sono dedicati i volumi A tavola con Maigret, Intrighi e intingoli, di Guido Guidi Guerrera, edizioni Il Leone Verde, e A cena con Simenon e il commissario Maigret, di Robert J. Courtine, Guido Tommasi Editore.
  5. Montalbano aranciniCommissario Montalbano. Tra i buongustai appassionati di misteri non poteva di certo mancare il commissario Montalbano, inventato da Andrea Camilleri. Qui non siamo più nel regno delle stravaganze culinarie, bensì saldamente ancorati ai cardini della cucina siciliana, creati dalla fedele Adelina, che all’affamato commissario lascia le pietanze già pronte nel forno. Caponatina, triglie, tutto il meglio della sicilianità passa attraverso le pagine dei libri di Camilleri, ma il re incontrastato dei piatti amati da Montalbano resta l’arancino. La casa editrice Il Leone Verde ha dedicato al commissario siciliano il libro I segreti della tavola di Montalbano. Le ricette di Andrea Camilleri.

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