Firenze: 10 nuove aperture per mangiare bene questo autunno

22 settembre 2017

Firenze non si ferma mai, neanche d’estate, e da luglio a settembre tante sono state le novità nella ristorazione e non solo. Un grande fermento tra nuove aperture e cambi di casacche nelle cucine dei ristoranti e dietro i banconi dei cocktail bar a Firenze. Settembre è il mese per provare le novità e capire cosa bolle in pentola. Ecco le nuove aperture e i cambi della guardia da tenere d’occhio a Firenze.

  1. c-bioC.bio (via della Mattonaia, 3/a) è la nuova creatura di Fabio Picchi. Lo chef fiorentino ha aperto la sua bottega-mercato in Sant’Ambrogio, sempre più quartiere Picchi, come lo definiscono scherzosamente in città visto che il cuoco ha già in zona lo storico ristorante Cibrèo, il Cibrèo Caffè, il Teatro del Sale, il Ciblèo e, all’interno del Mercato di Sant’Ambrogio, ha anche un banco macelleria. C.Bio (un acronimo dietro il quale si nasconde lo slogan Cibo Buono Italiano Onesto) ha aperto negli ex locali della cooperativa di Legnaia. Al pianoterra frutta e verdura da aziende selezionate toscane, un piccolo banco del pesce, lo spazio dedicato alla gastronomia con i piatti già pronti e il bancone con i prodotti da forno, cotti nel retro all’interno di un grande laboratorio. Nella vetrina frigo il latte Giotto delle mucche del Mugello, yogurt, burro. Ci sono poi marmellate, miele, conserve di vario tipo, sughi, saponi. Un piccolo emporio gourmet dove non sempre i prezzi sono popolari. Al piano superiore un orto urbano con affaccio sul mercato di Sant’Ambrogio. Si possono acquistare piccole piante da frutto, sementi per chi ha il giardino e vuole coltivare frutta e verdura. Tutti i prodotti sono italiani e provengono per la maggior parte dal territorio circostante e da aziende che al primo posto mettono qualità e sostenibilità.
  2. manifatturaManifattura (piazza San Pancrazio, 1). Un cocktail bar che sembra un set cinematografico. Manifattura si affaccia su piazza San Pancrazio, proprio di fronte al Museo Marino Marini, Basta varcare l’ingresso del locale per trovarsi in una meravigliosa macchina del tempo che ci riporta all’Italia dei telefoni bianchi e delle maggiorate, con la musica di Carosone e Buscaglione a fare da sottofondo. Dietro il bancone Fabiano Fabiani, lo storico bartender del Golden View. Sugli scaffali bottiglie di amari, distillati e liquori tutti made in Italy, che si pensava appartenessero solo al passato e che con la creatività e soprattutto il talento di Fabiani vivono una seconda giovinezza. Così il Negroni è proposto con il Biancosarti. Troviamo cocktail con la grappa Nannoni, il caffè Borghetti, l’anice Varnelli. L’elenco di riscoperte è lungo, le prime reazioni del pubblico sono all’insegna dello stupore ma il gradimento è alto. Insomma un locale dove i drink sono autarchici, al cento per cento italiani.
  3. le-follie-di-romualdoLe Follie di Romualdo (viale Europa, 4). Romualdo Rizzuti aveva lasciato all’inizio dell’anno il Mercato Centrale dopo anni di grandi fatiche ed enormi soddisfazioni. Dopo aver ricaricato le batterie è tornato in pista, fuori dal centro storico, nei locali che ospitarono l’ex Convivium ora diventato Le follie di Romualdo. Il pizzaiolo, tra i migliori di Firenze, propone nel nuovo locale la pizza alla sua maniera. Non uno ma ben due forni a legna come nella migliore tradizione napoletana per sfornare le classiche della tradizione e le pizze gourmet e ancora calzoni ripieni e panuozzi per chi non si accontenta. Preparazione a vista e cottura espressa. Non solo pizza ma anche piatti della tradizione campana per un viaggio al Sud senza neanche dover fare troppa strada.
  4. bottega-convivialeBottega Conviviale (via Ghibellina, 134/r). Bistrot con pizzeria ed enoteca in via Ghibellina, è in pieno centro, proprio davanti al teatro Verdi. Bottega Conviviale è la natura evoluzione dell’esperienza della pizzeria Fuoco Matto, degli stessi proprietari, ma con uno stile d’ispirazione francese. Anche le pizze dell’esperto Angelo Capalbio hanno una personalità diversa, più gourmet: non mancano però la classica napoletana e la pizza in stile pinsa romana. Lo chef Matteo di Monte viene da esperienze di livello (tra l’altro con il Four Seasons ed il Sesto on Arno) quindi i suoi piatti pur se ispirati alla tradizione hanno un guizzo in più. Tra le proposte più singolari la Faraona alla Stefani, una rielaborazione di un piatto che veniva proposto sulle tavole dei Gonzaga nel 1662.
  5. inferno-firenzeInferno (via Ghibellina, 80/r). La basilica di Santa Croce con la statua di Dante sono poco lontane. Inferno ristorante & lounge bar invece di diavoli, pene e dannati promette un girone del gusto. Il locale, all’interno dello storico Palazzo Gherardi, ha due ingressi: uno per il cocktail bar e l’altro per il ristorante, collegati da una sorta di limbo dove scoprire “nuovi peccati di gola in cantina”. I cocktail sono ispirati ai peccati capitali, il menu del ristorante propone cucina di mare e di terra con un occhio di riguardo per le cruditè.
  6. the-kraken-potThe Kraken Pot (lungarno Amerigo Vespucci, 14/r). Piatti di pesce ispirati alla cucina povera: dal cacciucco alla zuppa di crostacei da mangiare con le mani, dopo essersi dotati di un maxi bavaglino per non sporcarsi. The Kraken Pot propone un menu di pesce con vista fiume, dato che si affaccia sui Lungarni con tanto di dehors dove mangiare nella bella stagione. Tra le specialità il Cacchowder, una bowl di pane salato ripiena di cacciucco alla livornese e il pot di pesce, dove il cliente seleziona il pesce preferito tra molluschi e crostacei, accompagnati con verdure stufate e speziate. Lo slogan del locale: nodishjustfish ben rende l’idea di un’allegra convivialità e condivisione informale dei piatti insieme agli amici. The Kraken Pot ha una marcia in più anche al bancone: i signature cocktail dell’aperitivo sono realizzati dallo staff del Love Craft (locale di imminente apertura) mentre le birre artigianali in bottiglia sono state selezionate dai ragazzi del Black Lodge, aperto da poco in piazza del Tiratoio.
  7. la-maisonLa Maison (piazza del Carmine, 7/8 r). L’ex chiesa anglicana che in principio ospitò il club Cavalli e poi il ristorante Da Pescatore, è tornata a nuova vita con La Maison. Lounge bar, ristorante e pizzeria gourmet la nuova gestione del locale punta a trasformarlo nel salotto buono di piazza del Carmine. La squadra è di livello: si va dal capo barman Ivan Izzo al maitre Marco Virgilio (ex Villa La Vedetta e Borgo San Jacopo), in cucina la chef Katiuscia Raggioli. La musica riveste un ruolo fondamentale, soprattutto all’ora dell’aperitivo, così il dj resident è Simone Artini (Noise, Tenax). Proposte creative soprattutto in cucina dalle linguine ai tre orgasmi alla calamarata all’ammiraglia. Per le pizze gourmet da provare Bon parfum con crudo di Parma e ricotta mugellana, Luxury con burrata e scaglie di tartufo nero.
  8. il-vecchio-e-il-mareIl Vecchio e Il Mare (via Gioberti, 61). Ristorante di pesce delle Nove botteghe in via Gioberti che ha dato una svolta alla sua attività con l’arrivo del pizzaiolo Mario Cipriano (3 spicchi Gambero Rosso). Non più cucina di mare ma anche pizze classiche, alla pala e gourmet. Cipriano, dopo l’esperienza a Palazzo Pretorio a San Donato in Poggio, porta la tradizione napoletana a Firenze, con la classica verace, con tanto di varianti: vedi le pizze alla pala e fritte. Per garantire un’alta qualità, ha selezionato con attenzione gli ingredienti (acciughe di Cetara, capperi di Pantelleria, fior di latte latteria Sorrentina, pomodoro del Piennolo, sale di Volterra). Ed è solo l’inizio.
  9. chalet-fontanaNuovo chef allo Chalet Fontana: lo storico locale amato da Rosai e Pratolini, festeggia i 3 anni dalla riapertura con l’arrivo di Luigi Bonadonna. Un cuoco neanche trentenne e con una gavetta lunga e significativa in ristoranti stellati al fianco di grandi chef come Luca Landi, Antonio Guida, Filippo Saporito e l’esperienza al ristorante Santa Elisabetta dell’hotel Brunelleschi. Il locale è a due passi dal piazzale Michelangelo e vanta un giardino di un ettaro, destinato per la maggior parte a orto bioattivo (Noa Food) per ottenere ortaggi di qualità. Le verdure che ritroviamo nei piatti sono quindi a cm 0. Il piatto simbolo del nuovo chef, in una terra di ribollita e bistecca alla fiorentina, è la Carbonara 2.0, dove la tradizione incontra l’innovazione, giocando su contrasti di gusto e croccantezza.
  10. rocco-de-santisNuovo chef al Santa Elisabetta. Al Santa Elisabetta (piazza Santa Elisabetta, 3), dopo la partenza di Luigi Bonadonna, è arrivato lo chef stellato Rocco De Santis. Una carriera cominciata al fianco di nomi come Gennaro Esposito, Pino Lavarra, Georges Blanc, Andrea Aprea e Pierfranco Ferrara e proseguita al ristorante gourmet Il vistamare al parco nazionale del Circeo. Poi la decisione di venire a Firenze. Con lui il ristorante dell’hotel Brunelleschi punta quindi al definitivo salto di qualità. La location è straordinaria: il ristorante si trova all’interno di un’antica torre con solo sette tavoli per godere di un’esperienza culinaria indimenticabile. De Santis ha portato a Firenze una cucina gourmet dove spicca il sapore della sua terra, la Campania. Si ritrovano, e non potrebbe essere diversamente, citazioni e rivisitazioni dei classici piatti della cucina toscana per un menu sospeso tra mare e terra. Chi lo conosce dice che il suo piatto migliore sia il raviolo fondente, una sorta di pasta cotta farcita. Di sicuro il piatto del cuore è La triglia in crosta di pane, da mangiare anche con le mani, che ricorda i vagoni del trenino di legno di sua figlia Silvietta.

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