Franciacorta 2027: il futuro della bollicina italiana secondo il Consorzio Franciacorta

22 settembre 2017

Come sarà la Franciacorta fra dieci anni? Ci saranno sicuramente i vigneti, che sin dalla preistoria hanno qui trovato terreno fertile; ci saranno le cantine, che come oggi produrranno Franciacorta; ci sarà come sempre il Lago d’Iseo. Ma in più ci saranno turisti e percorsi enogastronomici, e ci sarà il biologico. Soprattutto, il Franciacorta nel 2027 non sarà solo in Franciacorta o in Italia: raggiungerà enoteche e supermercati in Europa, America e Asia.

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Non si tratta di semplici ipotesi, ma di un’indagine previsionale svolta dal Consorzio Franciacorta e dai suoi associati, coordinati dal sociologo Domenico De Masi. Per festeggiare l’anniversario d’oro della denominazione DOC, il Franciacorta ha deciso infatti di non soffermarsi sul passato, ma di utilizzarlo come trampolino per immaginare il futuro; basandosi su dati, impressioni e intuizioni di chi il Franciacorta lo vive ogni giorno.

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Ventitré associati e dodici collaboratori del Consorzio si sono quindi riuniti per esaminare il futuro. Cosa ne sarà del Franciacorta, da qui al 2027? Si parla di vigneti, come ha ricordato il presidente del Consorzio Vittorio Moretti, che hanno plasmato non solo un mercato ma lo stesso territorio, le persone che lo abitano e i gusti di chi sceglie di visitarlo o di comprare una bottiglia. Le previsioni dei soci Franciacorta riguardano quindi il proprio lavoro, ma più in generale il futuro del made in Italy nel mondo. D’altronde, secondo Oscar Farinetti, fondatore di Eataly e presente ai festeggiamenti in Franciacorta, in vent’anni il mercato del vino è destinato a raddoppiare o a triplicare, toccando Paesi in cui le viti non hanno mai messo radici.

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E per questo il Franciacorta, come tutti i prodotti di alta gamma, deve trovare un modo per distinguersi fra la massa di prodotti industriali ed esteri. Secondo Andrea Illy, presidente della Fondazione Altagamma ed erede dell’azienda di famiglia specializzata in caffè, uno dei punti di forza degli italiani è la cultura del progetto: in effetti, l’indagine a lungo termine di Franciacorta sembra confermarlo.

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Nel 2027 il Franciacorta sarà quindi un prodotto di altissima qualità, biologico secondo il proprio stesso disciplinare; avrà un forte valore simbolico, per chi ama il vino; sarà conosciuto anche da quel 12% di consumatori che oggi sembra ignorare che cosa sia (secondo un sondaggio di Federico Quaranta, conduttore di Decanter su Rai Radio 2); sarà trendy e green, ma verrà ancora prodotto con i metodi lenti della tradizione.

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E poi si punterà sul turismo: tutte le cantine organizzeranno visite personalizzate sette giorni su sette, la collaborazione con la popolazione e le altre attività sul territorio sarà ancora più accentuata. A detta del governatore della Lombardia Roberto Maroni, il Lago d’Iseo può mirare a successi come quello ottenuto nel 2016 da The Floating Piers, l’installazione artistica di Christo che ha attirato oltre 100.000 visitatori. La Franciacorta è un’area a vocazione turistica, anche se ancora non lo sa: e nel 2027 magari ci trascorreremo le vacanze, alternando bagni nel lago, visite alle dimore storiche e degustazioni di Franciacorta, ovviamente bio.

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