Dal 2018 gli insetti arriveranno sulle nostre tavole

25 settembre 2017

Un cocktail tra amici, magari un Martini, ma al posto dell’oliva vi ci hanno messo un bel grillo. Può sembrare folle, ma dall’anno prossimo potrebbe essere possibile anche in Italia. dal 2018 gli insetti saranno regolarmente commercializzati sul mercato Il primo gennaio 2018, infatti, entrerà in vigore anche nel nostro Paese il regolamento europeo che riguarda il novel food, cioè alcuni nuovi alimenti che includono, oltre ad alcune verdure e spezie, gli insetti. Con l’approvazione di queste nuove norme sarà quindi possibile trovare regolarmente commercializzati sul mercato grilli e grilli tropicali, locuste africane e americane, tenebrioni e tenebrioni giganti, buffalo worm, tarme della cera, tarme minori della cera e bachi da seta.

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Poiché dovranno essere sicuri per il consumo, le norme e le procedure di allevamento d’insetti saranno stringenti e si potranno consumare solo insetti provenienti da allevamenti garantiti. Sia in Olanda, sia in Belgio, sia in Svizzera, è abitudine consumare farine contenenti insetti polverizzati e in Italia si prevede di introdurli proprio a partire da alimenti secchi, come barrette energetiche e farine.

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Il regolamento europeo segue la scia del programma Edible Insect lanciato dalla Fao, che sostiene da tempo come gli insetti siano il futuro dell’alimentazione, nonché la risposta al problema della fame nel mondo: la fao sostiene da tempo che gli insetti siano il futuro dell'alimentazione secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, dovremmo infatti prendere spunto dagli oltre due miliardi di abitanti dei Paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America centrale che li consumano già da molto tempo, considerato l’alto livello proteico e il basso impatto ambientale del loro allevamento. Sempre secondo la Fao, con la loro commercializzazione e vendita ci sarebbero ulteriori vantaggi economici. “Gli insetti – scrive infatti in un documento l’Agenzia – possono essere raccolti in natura, allevati, preparati e venduti dai membri più poveri della società quali donne e lavoratori senza terra in aree rurali o urbane. Queste attività possono direttamente migliorare la dieta e fornire entrate in denaro con la vendita della produzione in eccesso in mercati popolari“.

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L’unico ostacolo da superare, quindi, rimane una certa reticenza alimentare. Come reagiremo davanti a uno scaffale pieno di insetti? Se l’è chiesto il Centro Studi per lo sviluppo sostenibile, che ha condotto una ricerca esplorativa su 500 persone. Lo studio ha stabilito che, nonostante gli intervistati non amino particolarmente gli insetti, più del 47% di loro si è detto favorevole all’utilizzo alimentare e addirittura il 28% si è detto disposto ad assaggiarli. Su tutti, le formiche, seguite dai grilli e quindi dalle cavallette. In realtà, come la stessa ricerca conferma, molte persone non si rendono conto del fatto che gli insetti sono parte della nostra dieta e che ne mangiamo regolarmente, quasi mezzo chilo a testa all’anno. Come? Attraverso i cibi industriali, visto che sono nelle farine, nei succhi di frutta. Probabilmente anche in quel bel pezzo di cioccolata che abbiamo mangiato ieri sera.

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