Taste of Roma 2017: i 7 piatti che ricorderemo

25 settembre 2017

Taste of Roma è diventato più di un appuntamento mondano in cui gli appassionati della Capitale possono finalmente provare i piatti degli chef più quotati. Per citare le parole di Giulio Terrinoni, mente geniale e spina dorsale del ristorante Per Me, “è un punto di ritrovo anche per noi chef. Con tutti gli impegni che abbiamo, qui possiamo chiacchierare, scambiarci idee, ma soprattutto assaggiarci a vicenda. È importante“. L’edizione 2017 si è conclusa da poche ore, ma alcuni piatti rimangono nella memoria gustativa: eccone 7, tra tutte le ottime creazioni dell’evento, che vorremmo mangiare ancora.

  1. terrinoni tasteRiso, patate e cozze – Giulio Terrinoni, Per Me. Con il rischio di far arrabbiare generazioni di baresi, Terrinoni riprende un classico pugliese e gli rende onore. L’aggiunta del cavolo rosso, croccante e con una leggera acidità, si accorda bene con gli ingredienti classici del piatto.
  2. apreda tasteCappellotti doppio umami – Francesco Apreda, Imàgo. Un piatto che celebra i 10 anni di attività dello chef napoletano in cima a Trinità dei Monti. Si gioca con i contrasti (la pasta ripiena calda, il brodo freddo), si tira al massimo la sapida ricchezza del parmigiano che farcisce i cappellotti e del brodo a base di katsuobushi, funghi shitake, alga kombu, mirin, sake e salsa di soia, davvero un concentrato di umami e di sapori asiatici.
  3. usai tasteDim Sum alla ‘nduja di tonno – Daniele Usai, Il Tino. Piccoli dumplings paffuti, dalla pasta piacevole e appena tenace sotto i denti; una salsa leggermente piccante, ingentilita dalla spuma di patate e da foglioline di maggiorana. Ne vorresti decine, da far scomparire in pochi secondi dal piatto.
  4. polpo alla luciana tastePolpo alla Luciana al contrario – Alessandro Narducci, Acquolina. Di questo piatto è impossibile dimenticare la crosticina del polpo, i tentacoli resi croccanti e saporiti da una cottura che sovverte la classica in umido che tradizione vorrebbe. I sapori però ci sono tutti: pomodoro, aglio, olive, capperi e la dolcezza marina del polpo.
  5. marzapane tasteGnocchi, funghi, cannellini affumicati e cipolla – Alba Esteve Ruiz, Marzapane. Un boccone rassicurante, con gnocchetti morbidi ma che comunque non si sfaldano immediatamente contro il palato. Funghi e cipolla sovrastano i cannellini, nel miglior senso possibile. Un benvenuto all’autunno.
  6. pulled pork bowermanPulled pork con salsa di prugne al miso rosso e sanguinaccio – Cristina Bowerman, Glass. Un piatto che ci si potrebbe aspettare piacione (provate a trovare un pub a Roma che non abbia in menu il pulled pork) e che invece possiede un’eleganza tutta nuova, grazia a una salsa che si fa ricordare e alla consistenza on point della carne. Non sfigurerebbe tra due fette di buon pane, ma si apprezza meglio con la forchetta.
  7. terrinoni tasteCarpaccio di scampi, foie gras marinato e gel di cipolla rossa – Giulio Terrinoni, Per Me. Iniziamo e finiamo con lo chef di Per Me, con questo carpaccio dalla consistenza serica che colpisce le papille gustative grazie alla marinatura importante e alla morbidezza rassicurante del foie gras. Si finisce in un batter d’occhio, ma rimane impresso a lungo.

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