Palermo: i giapponesi espugnano Sherbeth, la roccaforte del gelato artigianale

3 ottobre 2017

Sherbeth vuol dire sorbetto e in senso lato si riferisce al gelato, cibo frugale che, se ben fatto, richiede un gelatiere dalle grandi doti tecniche e una dedizione alla golosità per chi assaggia. E se giustapponi a sherbeth la parola festival evochi una manifestazione popolare e semplice da fruire, che porta il dibattito sulla importanza del gelato direttamente nel cuore della trinacria. A Palermo per la nona edizione del festival ne abbiamo davvero assaggiate di buone. I direttori tecnici Giovanna Musumeci e Antonio Cappadonia, sono riusciti a scovare decine di professionisti del settore.

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52 i gelatieri schierati su via Maqueda e corso Vittorio, 45 quelli in gara per Concorso Internazionale Gelato del Mediterraneo Procopio de’ Coltelli.  Dei primi a decretare le sorti il pubblico, giudici dei secondi Angelo Corvitto in qualità di presidente, Alessio Calamini, in qualità di presidente onorario non votante vincitore della scorsa edizione, Paolo Marchi fondatore di Identità Golose, e Silvana Vivoli, maestra gelatiera di fama internazionale. Così abbiamo un doppio podio: quello del gelato più amato, l’altro quello su cui sono saliti i gelatieri che meglio hanno saputo mescolare tecnica e bontà. Ed è proprio da questo che partiamo.

serbhert_vincitori

Bisogna viaggiare fino al Giappone per assaggiare i due gusti vincitori di quest’anno. Ad Abashiri, precisamente nella gelateria Risunomori, dovrete chiedere del gusto Naghi: la crema con cioccolato bianco, tè verde matcha, miele neozelandese Manuka  e passito di Pantelleria. Probabilmente sarà proprio Satoshi Takada a servire questo gusto che vuol essere un ponte tra la gelateria italiana e il gusto nipponico. Oppure recatevi nella gelateria Malga Gelato di Taizo Shibano nella città di Nonoichi,  e ordinate il suo sorbetto di ananas, sedano e mela, che oltre al palato guarda alla salute, non eccedendo in dolcezza.

serbhert_risonomori
Se invece volete assaggiare il gelato del  secondo classificato dovrete essere dall’altra parte del mondo, a godervi il caldo buono del Messico dove Alfonso Jarero, ha creato il gusto me late il corazon, (mi batte il cuore).  Una copertura di cioccolato al 64% racchiude la dolcezza del succo di lampone. Non amate i viaggi? Consolatevi. La medaglia di bronzo va al gelato stragianduia di Stefano Ferrara di Pinguino Gelateria Naturale a Roma. Concorderete con la giuria sul gusto impareggiabile della miscela di cacao e nocciole.

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Una delle cose che leggi,  su un muro, mentre da via Maqueda ti sposti verso l’aeroporto è  la scritta fatta a spray: Palermo amara. Di certo ne capiamo il significato, di certo il messaggio è stato in questi giorni sconfessato. Oltre 400 mila le presenze registrate, oltre 16 mila kili di gelato consumati. Un via vai caotico e vitale di gente che assaggiava e apprezzava. Oltre 400 mila le presenze registrate, oltre 16 mila chili di gelato consumati. Il pubblico ha scelto i suoi beniamini e vogliamo far salire anche loro su un podio. Solo un bello spoiler: non necessariamente trionfa la tradizione. Il caramello salato al sale nero di Cipro della gelateria Ciokkolatte di Padova, del maestro Guido Zandona sale sul gradino più alto. Tallonato a brevissima distanza dalla medaglia d’argento. Restiamo in Sicilia con  il pistacchio di Bronte realizzato dalla gelateria Musumeci di Randazzo. Medaglia di bronzo per Ingauno: crema di noci di macadamia e frutti di bosco preparata dalla gelateria La casa del gelato di Albenga, del maestro gelatiere Roberto Galligani.

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Se vi è venuta l’acquolina in bocca, ci tocca dirvi che dovrete aspettare 12 mesi per la decima edizione.

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