Roma: Doppio a Trastevere sfida la tradizione

3 ottobre 2017

Trastevere è notoriamente una delle aree di Roma con la più alta densità ristorativa: vicoli e piazze sono come un’enorme tavola imbandita, stravolgere la stereotipata offerta trasteverina Alle proposte nettamente turistiche se ne affiancano altre più genuine, a cui vanno ad aggiungersi le immancabili pizzerie e i locali di street-food. Salvo qualche eccezione, decisamente deficitaria è invece la presenza di ristoranti di medio-alto livello. Doppio (via Natale del Grande, 41) va a colmare, almeno parzialmente, questa lacuna: un ristorante innovativo che vuole stravolgere la stereotipata offerta trasteverina, pur mantenendo saldi legami col tessuto sociale e commerciale della zona. Sveliamo i nomi dei protagonisti, entriamo nel dettaglio del menu ed esploriamo gli ambienti: ecco i motivi per cui questa nuova apertura rappresenta una valida alternativa gourmet a Trastevere.

La consulenza stellata

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Una location importante come quella del ristorante Aroma, con la spettacolare vista sul Colosseo, potrebbe mettere in soggezione chiunque. Evidentemente lo chef Giuseppe Di Iorio deve essere abituato alle sfide, forte della stella Michelin conquistata qualche anno fa, ha deciso di attraversare il Tevere per fornire la sua consulenza a questo nuovo progetto che, coraggiosamente, va a inserirsi in un quartiere verace e legato a un’idea ben diversa di ristorazione.

Una brigata giovane

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A mettere in pratica le idee di Di Iorio c’è una brigata giovane ma con importanti esperienze già alle spalle. Maurizio Bianchi è lo chef, precedentemente alle Calandre e al ristorante giapponese Sushi B di Milano. Con lui in cucina: agli antipasti Massimiliano Croce, già a fianco proprio di Di Iorio ad Aroma; ai primi Luca Occhipinti che nel curriculum vanta collaborazioni a stretto contatto con lo stellato Accursio Craparo a Modica e poi nella Capitale con Cristina Bowerman da Romeo e al Bistrot 64 con Kotaro Noda. Lucio Forino è il pasticciere, il sommelier è Fabio Buratti, per anni all’Enoteca Capranica.

Un locale elegante

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A pochi passi da piazza San Cosimato dimentichiamo tovaglie a scacchi e fiaschi impagliati: due sale con volte a mattoni vivi accolgono una trentina di coperti, all’ingresso è posizionato un pianoforte, appesi alle pareti quadri di artisti romani come il trasteverino Renato D’Ambrosio.

Offerta originale

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La ricerca di materie prime genuine, possibilmente a km zero e spesso acquistate presso il mercato o le botteghe del quartiere, è la base per la realizzazione di piatti originali inseriti in un menu che cambia a seconda delle stagioni. Previsto anche un percorso di degustazione definito della Tradizione a 75 euro che, in 4 portate, reinterpreta in maniera creativa sapori tipicamente romani: seppie con patate e piselli, maionese alla rapa rossa e spugna al nero di seppia; spaghettone Verrigni con cozze, bietolina di campo e ricotta affumicata; baccalà profumato agli agrumi, purea di broccolo romano e rape arrostite; ricotta e visciole con salsa alla cannella

Cantina naturale

Interessante anche la selezione di vini con una cantina ben fornita principalmente di etichette naturali, per un totale di circa 250 referenze destinato a triplicarsi nei prossimi mesi.

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