Dal rap alla cucina: perché ci piace Action Bronson

5 ottobre 2017

Se vostra nonna canticchiava mescolando il ragù la domenica mattina, la sua versione più aggiornata, provocatoria e dissacrante è Action Bronson, un artista anticonvenzionale che è insieme rapper e chef. nelle sue canzoni compaiono già molti stuzzicanti riferimenti al cibo Niente a che vedere con la canzone ritmata con cui Alessandro Borghese riassume le sue ricette: Action Bronson pubblica veri album dal 2011; ha poi firmato un contratto da sogno con Warner Bros e, nel 2015, è uscito il primo disco registrato con la major, Mr. Wonderful. In uno dei singoli estratti, Baby Blue, appaiono già molti stuzzicanti riferimenti al cibo: “ma sono ancora a poppa sulla barca a scattare foto con il pesce spada”, “spero che ogni bibita gassata che tu beva sia già agitata”, “spero che i tuoi sogni secchino come l’uvetta sotto il sole cocente”. Il che lascia presagire che il cibo (che sia usato come metafora, paragone sorprendente o riferimento imprescindibile) deve avere un peso fondamentale nella sua costruzione poetica.

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Per capire il retroterra culturale di Action Bronson bisogna tornare al 1983, quando nasce nel Queens col nome più sobrio di Arian Asllani; suo padre è arrivato a New York dall’Albania e sua madre è una americana di origini ebraiche. C’erano già i presupposti per un nuovo personaggio di Woody Allen e invece ne è emerso un curiosissimo intreccio tra Giuliano Ferrara, Fedez e Carlo Cracco. Parecchi chili, barba rossiccia, amore per i graffiti (nasce lì il tag Action), Bronson ha fatto il cuoco per 10 anni (passando dai ristoranti vegani alle steakhouse, fino a cucinare per i Mets presso il Citi Field), prima di scoprire il suo talento per il rap. La rivelazione è avvenuta in maniera accidentale: scivola sul pavimento e si rompe una gamba; invece di snocciolare fior fiore di lamenti, trova un modo nuovo di esprimersi, sfrutta appieno la sua passione per l’hip-hop e comincia a rappare. Un suo amico pubblica il video online e si avvia un fenomeno ancora in piena esplosione.

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Il carisma di Action Bronson si era già manifestato nella web serie Action in the Kitchen, in cui si sperimentavano ricette decisamente controcorrente (la marijuana poteva essere giusto uno degli ingredienti); ma nel mondo rap è stato immediatamente affiancato ai più grandi (collabora con Ghostface Killah, Statik Selektah, partecipa al tour di Eminem in Australia, per citare giusto qualcosa da far tremare i polsi). Unendo i suoi due universi (musica e cibo) trova davvero una cifra stilistica unica. Raramente si può ascoltare un pezzo che citi (tra amori malinconici e bizzarre minacce) formaggi del Lazio, midollo arrostito, pollo fritto, ma soprattutto, una ecumenica quanto lirica panzanella (trovate tutto in Blue Chips).

Il nuovo programma in cui vederlo all’opera è Fuck, that’s delicious il format del canale Munchies di VICE. In questa serie, Bronson porta il cugino uscito di prigione a mangiare in giro per gli Stati Uniti (e non solo: è venuto anche in Italia a trovare i Fooders da Mazzo), cerca di preparare il vero baklava milkshake, rastrella le periferie in cerca di sorprese gourmet, come la pizza del Dani’s House of Pizza di New York o le più scoppiettanti prelibatezze della Chinatown di Londra. Insomma, mangia di tutto in compagnia di chiunque.

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Ma ogni programma di enogastronomia che si rispetti getta le sue propaggini fin nelle librerie meglio aggiornate, così anche Bronson comparirà sulla carta stampata con un apposito libro di cucina. L’opera sta per essere pubblicata e avrà lo stesso titolo della serie tv. A coadiuvare il rapper nella stesura Rachel Wharton, celebre giornalista culinaria. Tra foto e ricette, i veri fan potranno così appropriarsi dei più succosi aneddoti da dietro le quinte. Oltreché dei testi stampati delle sue canzoni, che una volta di più dimostrano quanto col cibo si possa dire davvero tutto: “Compliments to the chef, the baby lamb was perfect / Now I smoke the drugs that got me feelin’ like I’m surfin‘”.

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