Shopper per la spesa: da gennaio è d’obbligo il biodegradabile

10 ottobre 2017

Dal primo gennaio dell’anno prossimo tutte le buste, comprese quelle ultraleggere utilizzate nei reparti ortofruta, gastronomia, macelleria, pescheria e panetteria, dovranno essere biodegradabili e compostabili. Stop, quindi, a tutta la plastica per i nuovi sacchetti: dovranno essere biodegradabili e compostabili e dovranno rispettare lo standard internazionale UNI EN 13432, certificato da parte di enti accreditati. Tutte le buste, inoltre, comprese le shopper da spesa, a partire dal prossimo anno dovranno contenere materia prima proveniente da fonti rinnovabili, in percentuali pari almeno al 40%. La legge è stata approvata definitivamente lo scorso 3 agosto, in conversione del decreto legge Mezzogiorno che definisce i nuovi requisiti per tutte le buste con spessore inferiore ai 15 micrometri.

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I rivenditori dovranno quindi adeguarsi entro il 31 dicembre di quest’anno – pena sanzioni durissime, fino a 100 mila euro – mentre i consumatori si vedranno addebitare il costo delle singole bustine in conto alla cassa: i sacchetti leggeri e ultraleggeri, infatti, dovranno essere ceduti esclusivamente a pagamento, così come già avviene per le shopper monouso da spesa in vendita alle casse dei supermercati. Il prezzo è ancora sconosciuto, ma risulterà sullo scontrino.

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Stando alle volontà dei legislatori, non si tratterebbe di un modo per vessare i consumatori, quanto per punire chi cerca di aggirare la normativa utilizzando espedienti e diciture come “per uso interno” e “non per asporto merci” per poter utilizzare buste non compostabili, vanificando gli sforzi per ridurre il consumo di plastica usa e getta. Restano, però, dubbi sulla scelta di vietare la cessione gratuita: il rischio è che il pagamento delle bustine utilizzate nei banchi dell’ortofrutta venga percepito come un ulteriore smacco.

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