Festival della Gastronomia 2017 chi ha vinto?

11 ottobre 2017
di Isinelli e Panebianco

Stefano Terigi, uno dei tre wonder boys del Giglio di Lucca è lo Chef Emergente 2017. Nella finale che si è svolta nell’ultima giornata del Festival della Gastronomia a Roma ha bruciato sul filo di lana Stefano Bacchelli, piatti coraggiosi, quasi senza rete, quelli del vincitore ritornato da qualche mese a Brusaporto nel ristorante da Vittorio, ma pronto a partire per nuove avventure, sempre sotto l’egida dei Cerea, prima a Saint Moritz e poi in Asia. Due cuochi diversi, che si sono sfidati attraverso i piatti migliori della finale. Coraggiosi, quasi senza rete, quelli di Terigi: un baccalà accompagnato da una magnifica salsa al beurre blanc innervata dal kiwi e con uno spinto ma riuscitissimo piatto a base di yogurt, alga kombu, caramello e meringa, che ha diviso i giurati ma probabilmente, nel suo prendersi un rischio, ha decretato la vittoria del lucchese.

secondo posto per stefano bacchelli

secondo posto per stefano bacchelli

Classici, ma allo stesso tempo contemporanei, eleganti, di grande mano, quelli di Stefano Bacchelli: esteticamenti perfetti, calibrati nel gusto e negli ingredienti, su tutti il baccalà, ajo blanco, peperoni e cioccolato, la cosa più buona assaggiata nelle varie sessioni della competizioni. Alla fine il coraggio di proporre un piatto al limite, ma compiuto e riuscito, alla fine ha premiato Terigi. Anche perché quest’anno il limite dei concorrenti è stato proprio quello di non esporsi, di non rischiare con i sapori e con le idee, presentando spesso piatti un filo omologati e prevedibili.

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E un plauso, nell’aver cercato di rompere questo schema, va a due donne: la prima, Ivana Daleo del Vota Vota di Ragusa, ha portato i sapori della sua terra esaltandoli con un tocco semplice ma nitido e intenso; la seconda, Solaika Marocco, ventiduenne cuoca del Primo di Lecce,  ha messo in campo piatti non perfetti, con qualche errore, ma che denotano una grande personalità: il bignè di fave e cicoria con le fave sabbiate fa pensare a un futuro luminoso per questa ragazza. E per finire un piatto di pasta, ingrediente sul quale non si lavora ancora come merita quello che è il piatto che distingue più di ogni altro la nostra cucina (e anche qui il problema si è posto): gli ziti con il ragù di pecora, innervati da tocchi e spezie Nordafricane, cucinato da Francesco D’Alessandro del Mammaròssa di Avezzano ci sono veramente piaciuti.

Emergente pizza chef 2017

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Vince il premio per il Miglior Pizza Chef Emergente 2017 Federico Zolofra. A convincere è la sua pizza con porcini ripassati, galletti marinati, fiordilatte, ciauscolo, timo e granella di nocciole. Il giovane itrano convince con una cottura millimetrica e una pizza che pur esaltando i prodotti stagionali non cade nei soliti cliché. La pizza è stata creata per la competizione ma se volete conoscere il timido pizzaiolo vincitore vi basterà fare un salto al mercato centrale di Roma. Alla corte Pier Daniele Seu (vincitore dello scorso campionato) è evidente che si coltivino nuovi talenti. Tanto più perché in questa pizzeria atipica, a ridosso dei binari della stazione ferroviaria di Termini, ogni ora del giorno e della sera è l’ora perfetta per assaggiare una ottima pizza, i ritmi sono serrati, i clienti tanto saltuari ed esigenti quanto abituali e puntigliosi, l’atmosfera è caotica ma ordinata come molte delle stazioni post moderne. Una ottima palestra per chi volesse ambire al titolo.

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La pizza vincitrice

Secondo posto pari merito per due concorrenti diametralmente opposti. Emiliano Corcione è l’unico napoletano in finale. La sua è una pizza napoletana unisce la sofficità dell’impasto alle materie prime del territorio. Per questa competizione al fior di latte di Agerola si aggiunge salamino di cinghiale, carpaccio di tartufo e germogli di coriandolo. I sapori pur forti e intensi non opacizzano la struttura che la massa ha acquisito in cottura, rimane per fortuna facilmente intellegibile. Ad Aversa torna Emiliano nella pizzeria targata Iervolino. A soli 8 mesi dall’apertura a Morsi e Rimorsi giunge un altro premio meritato.

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Nicolò Servadei da grande sognava di fare l’architetto. Poi l’amore per la pizza l’ha fatto diventare il giovane rampollo faetino di o Fiore Mio. La sua pizza degustazione, più piccola e corposa, omaggia l’Italia: il fiordilatte in cottura incontra all’uscita la grassa scioglievolezza della burrata pugliese e il dolce sapido del prosciutto crudo San Daniele. In fette generose. Per una pizza che bisogna assolutamente condividere. O mangiare colti da un raptus di egoismo.

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