Il fascino scorretto del garbage plate

16 ottobre 2017

Immaginate la parmigiana di melanzane più pesante che riuscite ad immaginare. C’è qualche nonna che, per renderla più gustosa e nutriente, ha iniziato a friggere le melanzane nel burro (true story). Bene, immaginate dunque la sensazione di pienezza, quasi di nausea che potreste provare dopo un paio di porzioni di questa parmigiana. E ancora forse non ci avvicineremmo nemmeno a ciò che si può provare dopo un Garbage Plate.

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Nato a Rochester, nella parte occidentale dello stato di New York, la Monroe County, il Garbage Plate è un piatto che da 100 anni offre un’alternativa veloce, calda ed economica a chi non può permettersi un pasto caldo sano e allo stesso tempo nutriente. Nella stessa parola è contenuta la filosofia alla base di questa pietanza: garbage infatti significa spazzatura. E sappiamo che gli americani – tra junk e garbage food – di spazzatura servita in tavola se ne intendono. Il Garbage Plate è un piatto composto da una serie di antipasti combinati tra loro in un unico piatto. Lo si compone con un mix di hot dog senza panino, hamburger senza panino, carne, costine di maiale, salsiccia, prosciutto, pesce o uova, tutto servito con patate e fagioli cotti. Sarà un alimento poco sano, ma sicuramente ricco di tradizione.

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Nel 1992 il Garbage Plate è anche diventato un marchio, registrato dalla Nick Tahou Hots, Inc. Ma questo piatto è l’orgoglio di Rochester, cittadina della contea di Monroe. Nel registrare la composizione del piatto, Nick Tahou Hots non ha però incluso la frittata di maccheroni, né le salse o la cipolla tritata. Secondo lo scrittore Bill Kauffamn, consumare questo piatto nella versione di Nick Tahous è l’unico modo per penetrare lo spirito della parte occidentale dello stato di New York. Del resto, se l’attività è in piedi da 100 anni, ci sarà un perché. Tuttavia questo piatto è diffuso in tutto il Paese. A volte lo si indica solo con la parola hots oppure hots & potatoes.

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Il Garbage Plate è nato alla fine del 19esimo secolo, all’apice dell’era industriale, da una necessità di Alexander Tahou, un immigrato greco che ha poi fondato il suo ristorante nel 1918. Il nome del locale era West Main Texas Hots, proprio perché una delle due pietanze servite erano gli hots, i piatti caldi, insieme alle immancabili patate. Gli hots serviti erano di diversi tipi: c’erano quelli bianchi, salsicce tedesche non affumicate, e quelli rossi, sempre di origine germanica ma con la carne di diverso colore. Durante la Grande Depressione molte persone sono sopravvissute nella zona di Rochester proprio grazie a questa pietanza venduta per pochi centesimi.

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Oggi si sono aggiunge molte pietanze al menu di Tahou. Oltre alle salsicce ci sono hamburger, cheeseburger, bastoncini di pollo e prosciutto. Tra le scelte “solide” c’è anche il pesce fritto, un’inclusione necessaria per sfamare anche la comunità cattolica della città, che di venerdì non mangia carne. Il resto è pura offerta alimentare American Style. Chi lavora in questi piatti, ha modo di osservare un curioso fenomeno: alcuni clienti arrivano a chiedere anche che nel loro piatto siano sovrapposti diversi strati di carne, uno sull’altro. La verità è che questo fenomeno è la prova di come la gente è sia attratta che disgustata da questa pietanza, nota anche solo come plate. La parola garbage si è aggiunta quando gli avventori hanno iniziato a chiedere il piatto with all the garbage on it, con tutta la spazzatura sopra. Centinaia di posti in Western New York servono il Garbage Plate: la sostanza resta la stessa, possono cambiare la forma delle patate, la marca dei fagioli o gli ingredienti della salsa.

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Oggi Nick Tahou è ancora in attività. È aperto solo durante il giorno perché pare che gestirlo sia una vera impresa. I clienti abituali del posto sono pompieri, poliziotti, avvocati, famiglie, adolescenti, muratori e studenti universitari. Secondo Alex Tahou, nipote del fondatore, intervistato da Eater, “la parte importante di tutto sono le persone che abbiamo incontrato“. Se gli si chiede da quanto lavora nel locale, vi dirà che lo fa da quando è nato. “Puoi comprare hot dog ovunque – dice Alex – ma quando hai clienti che tornano anno dopo anno per l’esperienza che vivono nel locale, quando se ne vanno e ti ringraziano, allora sai che hai fatto un buon lavoro“.

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Il piatto è talmente amato nella zona che ne è stato celebrato anche il 100esimo compleanno con una notte speciale dedicata al Garbage Plate. Secondo i clienti di Tahou, il segreto non è il piatto in sé, ma la zona in cui è nato, Rochester. Dentro il Garbage Plate c’è un po’ di tutto: in qualsiasi altra parte del mondo sarebbe preso come un guazzabuglio disorganizzato e, almeno alla vista, disgustoso, il tentativo malriuscito di uno chef in erba che cerca di impressionare i genitori. A Rochester il Garbage Plate è sinonimo di casa.

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