Arriva il caffè alla spina: nitro coffee

24 ottobre 2017

Espresso, lungo, al vetro, freddo, macchiato, americano, estratto a freddo e molto altro ancora: la scelta di caffè nei bar italiani non è certo ristretta. Eppure c’è una specialità che ancora manca all’appello, nonostante il grande successo ottenuto oltreoceano: il caffè all'azoto è lungo e schiumoso, servito alla spina è il nitro coffee, ossia caffè all’azoto. È stato inventato nelle caffetterie indipendenti degli Stati Uniti fra il 2011 e il 2015 (la paternità è discussa, come per ogni invenzione di successo), e si tratta di caffè freddo, solitamente estratto a freddo, miscelato con azoto. Qualcuno lo ha definito la bevanda perfetta per l’estate: ma è davvero tanto particolare? Sembrerebbe proprio di sì. Si comincia dal servizio: il nitro coffee è servito alla spina. L’azoto è infatti aggiunto alla miscela al momento dell’ordine: il risultato è un caffè lungo e schiumoso, pur essendo del tutto privo di latte o altri grassi. Basta poi un ampio calice in vetro per convincersi di avere davanti una profumata birra stout, anziché la tazza della colazione.

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Importante è anche il gusto. Il caffè infuso all’azoto è cremoso, leggermente dolce, mai acido o amarognolo. Il merito è sia dell’estrazione a freddo, che evita il rischio di bruciature, sia delle minuscole bollicine create dall’azoto sotto pressione: sono loro a donare cremosità alla bevanda. Ma non temete, non vi troverete nella tazzina una bibita frizzante: le bolle sono molto più piccole e delicate di quelle dell’anidride carbonica, usata di norma per rendere frizzanti sia la birra sia le bibite.

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Tuttavia esiste una somiglianza fra azoto e anidride carbonica: entrambi sono naturalmente contenuti nell’aria, e quindi consumarli in una bevanda non comporta alcun rischio. In realtà, l’azoto è usato in cucina già da molti anni: per refrigerare, ma anche per preparare deliziosi gelati, mantecati in pochi minuti e incredibilmente saporiti. In natura, l’azoto costituisce il 78% dell’aria terrestre e il 3% del corpo umano; è il responsabile delle sfumature blu delle aurore boreali, e dal 2011 anche delle bollicine nel caffè.

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Rimane quindi un’unica domanda legittima: dove assaggiare il nitro coffee? Purtroppo, non nelle caffetterie italiane. La necessità di un’attrezzatura particolare non ne ha facilitato la diffusione, anche se Starbucks ha già annunciato che il nitro coffee sarà disponibile nella nuova Roastery di Milano, la cui apertura è prevista nella seconda metà del 2018. Nell’attesa, si può programmare un viaggio negli Stati Uniti sull’onda del caffè all’azoto, fra le caffetterie di New York, del Texas e dell’Oregon; oppure ordinarne via internet una cassa di lattine: l’azoto ne facilita anche la conservazione!

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