Il cibo del futuro parte dalla Clean Meat

7 novembre 2017
di Arianna Contenti

La chiamano Clean Meat ed è un delle scommesse più credibili sul cibo del futuro. Dopo il tiepido entusiasmo con cui il mercato ha accolto le farine proteiche ricavate da vermi e cavallette, per non parlare di hamburger surrogati a base di proteine vegetali, la clean meat sembra la risposta più accreditata alla crescente domanda di carne oggi la clean meat sembra la risposta più accreditata alla crescente domanda di carne e proteine a livello globale. Infatti, nonostante in Italia i consumi di carni scendano, mentre sale il numero delle persone che sceglie un regime alimentare green, nel mondo si spende 1 trilione di dollari all’anno in pollo, manzo e maiale. Questi numeri sono destinati a raddoppiate nei prossimi 10 anni. Su questo business hanno puntato imprenditori del calibro di Bill Gates e Sir Richard Branson. In aree specializzate nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie come Silicon Valley ed Israele nascono start-up con l’obbiettivo di produrre vera carne partendo da poche cellule animali.

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La tecnologia relativa alla clean meat arriva dall’Europa. È il professor Mark Post che nell’agosto del 2013 presenta a Londra un evento storico: il primo hamburger di carne generata dalla coltivazione di cellule bovine in laboratorio è cotto e assaggiato sotto gli occhi della comunità scientifica e delle telecamere. Il costo stimato per la produzione circa 250 mila euro. I tecnici del laboratorio dell’università di Maastricht lo avevano creato aggregando piccoli filetti di manzo nati da colture di cellule fetali, con un processo ripetuto per migliaia volte. Il prezzo dell’hamburger era così alto perché comprendeva gli stipendi di tecnici qualificati e costosi materiali di laboratorio impiegati per lunghi anni di ricerca. Da allora, in poco tempo sono stati fatti progressi incredibili, non solo manzo, ma pollo, tacchino, tonno e salmone allevati in laboratorio arriveranno presto sulle nostre tavole.

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L’obbiettivo è produrre carne buona con minore impatto sull’ambiente, sostenibile e a basso costo. È stimata la riduzione fino al 90% di emissioni di gas, minore consumo di acqua e riconversione dei terreni oggi convenzionalmente utilizzati per l’allevamento degli animali. Ma non solo: la carne del futuro sarà più salutare in quanto non necessita l’utilizzo di antibiotici, ne sarà possibile la trasmissione di infezioni batteriche o focolai virali dagli animali all’uomo, conterrà meno grasso e colesterolo. Certamente saranno sviluppate nuove tecniche di cottura ed estrose ricette per renderla gustosa e succulenta. I puristi della cucina avranno già storto il naso all’idea ma il nostro mondo è sempre più affamato. Le abitudini alimentari sono destinate a cambiare, saranno più consapevoli e rispettose dell’ambiente. Non rimane che aspettare e vedere chi sarà il primo chef stellato a presentare un piatto gourmet a base di clean meat.

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