5 vini che dovreste assaggiare secondo il Gambero Rosso

9 novembre 2017

Grande successo alla presentazione napoletana dei Tre Bicchieri 2018 premiati dal Gambero Rosso. Una grande affluenza a Palazzo Caracciolo durante la serata dedicata ai vini premiati, presenti sia sommelier che appassionati di vino. la guida che indica le etichette degne di essere davvero ricordate Nel settore, quella del Gambero è considerata una delle guide più importanti, quella che meglio indica le etichette degne di essere ricordate. Le etichette vincitrici, ovviamente, sono state accompagnate da altrettante eccellenze gastronomiche, come il pane e i panettoni di Massimiliano e Daniele Malafronte, i formaggi di Sogni di Latte, le pizze di Michele Croccia, i dolci di Mario Di Costanzo, i cioccolatini di Marco C. Merola, di Hackert a Caserta, nuovo premiato Tre Chicchi e Tre Tazzine secondo la guida Bar d’Italia del Gambero Rosso e la pizza con porchetta in crosta di patate dei giovani fratelli Di Lelio della Pizzeria Sancho di Fiumicino, nuovo premio Tre Rotelle nella guida Pizzerie d’Italia 2018 del Gambero Rosso. Tra i protagonisti anche Pietro Parisi del ristorante Era Ora di Palma Campania. Ma ecco quali sono i cinque vini tra i Tre Bicchieri del 2018 che dovreste assaggiare assolutamente.

  1. malvasiaMalvasia di Damijan Podversic 2013: il Friuli Venezia Giulia per il 2018 sarà ricordato soprattutto per il bianco. Tra questi in particolar modo la Malvasia dell’azienda Podversic, un vino molto interessante soprattutto per chi non ha mai avuto modo di assaggiarlo. L’eleganza coniugata alla potenza è l’elemento che lo caratterizza, insieme ad un bouquet aromatico che conquista il naso.
  2. i favatiPietramara di I Favati 2016: signore e signori, ecco a voi il bianco dell’anno, mister Pietramara dell’azienda I Favati, targato 2016, un signor Fiano di Avellino. Per molti presenti addirittura da considerare il miglior Fiano in circolazione. Come tutti i vini di questa tipologia, bisogna sempre vedere come si comporterà da adulto, fatto sta che già dopo un anno di vita ha dato il massimo della sua espressione per ricevere un riconoscimento così importante. Perché la Campania, si sa, è una regione dalle grandi potenzialità che difficilmente riesce a deludere in fatto di vino.
  3. dsc_0871-333x500Salmariano di Marotti Campi 2014: sono tante le aziende marchigiane a carattere familiare che pian piano stanno portano alla ribalta questa regione. Una di queste è l’azienda Marotti Campi premiata per il suo Salmariano 2014, che conferma ancora una volta la grande personalità dei propri vini. Un’annata un po’ complicata quella del 2014, ma che non ha influito negativamente sulla resa, dando uno slancio di freschezza al vino, grazie alla grande esperienza dell’azienda produttrice.
  4. barone pizziniNaturae di Barone Pizzini 2013: oggi la Franciacorta è uno degli emblemi della storia vitivinicola italiana. Tutto questo è il risultato di un lungo lavoro di qualità e comunicazione maturato negli anni, che ha reso questa regione, fino a qualche anno fa oscurata dall’eterno paragone con lo Champagne, uno dei più grandi riferimenti nel mondo del vino. Oggi di premi se ne ricevono tanti, grazie ad aziende come quella di Barone Pizzini, con uno spumante brut notevolmente sapido che ben si abbina a piatti a base di pesce.
  5. aloisCaiatì di Michele Alois 2015: è il vino più social mai incontrato prima. Stiamo parlando di Caiatì di Michele Alois che ultimamente si vede spesso in giro perché, come si dice a Napoli, è un vino che si porta, insomma di tendenza, tra gli appassionati del settore. Ma oltre ad essere social, è anche un vino interessante. Il Pallagrello bianco è un vitigno autoctono riscoperto, difficile da vinificare.  Ma, nonostante ciò, sa regalare bianchi di grande piacevolezza e solarità.

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