Burro-gate: in Francia c’è carenza di burro

13 novembre 2017

Un croissant non sfogliato al burro è come un maritozzo senza panna o un tortellino senza mortadella: manca qualcosa di fondamentale. Eppure in questi mesi il rischio si va concretizzando per colpa della crescente carenza di burro in Europa, i supermercati sono rimasti senza panetti di burro per giorni e specialmente in Francia, dove gli scaffali di diversi supermercati d’Oltralpe, specialmente nelle regioni del Nord, sono rimasti senza panetti di burro per giorni. Per quanto siano stati molteplici le rassicurazioni da parte del governo francese circa l’arrivo di nuove forniture, va considerato che per alcune regioni l’utilizzo di questo grasso caratterizza non solo la produzione dolciaria, ma anche la cucina tradizionale e la cultura dell’accoglienza in generale, visto che sulle tavole ad inizio pasto non può mancare un cestino di pane con del burro da spalmare.

spalmare burro

Il consumo di burro in Francia raggiunge gli 8 kg a testa, il doppio circa rispetto agli altri Paesi europei e il triplo degli Stati Uniti, e i trend di consumo risultano sono aumentati del 5% tra il 2013 e il 2015. Se nel resto d’Europa i consumi rimangono stabili, la domanda di burro a livello internazionale aumenta sia per l’aumento di consumi locali, come in Cina, Messico ed Egitto, sia per i cambiamenti a livello industriale. McDonalds è stato uno dei primi grandi produttori a reintrodurre il burro nei muffin, aumentando le richieste di burro a 20.000 tonnellate l’anno. A lungo considerato un alimento in grado di favorire malattie cardiovascolari, è oggi rivalutato rispetto ai grassi vegetali come la margarina, tanto da meritare, nel 2014, una copertina del Time che recita: “Eat Butter”.

burro

I tagli ai livelli di produzione derivano da diversi fattori. In primis, dalla minor produzione di latte in Europa causato da ridotti raccolti foraggeri e condizioni meteorologiche sfavorevoli. D’altra parte, la crisi è ormai conosciuta come beurregate la carenza di prodotto localizza in Francia deriva dal sistema di accordi tra produttori e distributori, che prevede la fissazione del prezzo del prodotto una volta l’anno, senza tener conto degli andamenti di mercato: tra marzo 2016 e settembre 2017 il prezzo del burro è aumentato del 180%. Non trovando accordi per un aumento del prezzo di vendita ai distributori, i produttori hanno reagito con un drastico taglio alle produzioni, causando una crisi ormai conosciuta come Beurregate in gran parte del Paese. Così, mentre in molti temono lo spettro di un Natale senza burro, tartine e salse a nappare, i creativi francesi si sono lanciati in una serie i cortometraggi e siti nati con l’intento di spiegare che, comunque vada, la margarina sono sarà mai la soluzione: al massimo il burro si tornerà a fare in casa, ci sono tutorial anche per quello.

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