Non l’hai ordinato ma devi pagarlo: ristoranti furbetti sotto accusa

14 novembre 2017

C’è un ristorante a Milano il cui format è molto chiaro: si chiama La Filetteria Italiana e propone solo filetti, da tutto il mondo; si possono assaggiare carni di zebra, di cammello, di canguro, ma anche renna, cervo, struzzo, bisonte. un antipasto della casa da mangiare mentre si attende e che poi costa uno sproposito Se il locale vendesse effettivamente solo questo, non staremmo qui a parlarne e sarebbero arrabbiati esclusivamente gli animalisti. TripAdvisor straripa invece di Eriche, Roberti, Alessandri e Filomene che segnalano la medesima, seccante aggiunta: un fantomatico antipasto. Chi arriva alla Filetteria, perciò, pare venga accolto da camerieri gentilissimi, in confidenza, che, tra un sorriso e l’altro, ti propongono un antipastino della casa da sbocconcellare mentre attendi, per poi scoprire alla fine che costa ben 45 euro. Molto Wanna Marchi. Come quelle receptionist di palestra profumatissime che ti sorridono finché non ti strappano quattro abbonamenti annuali e con battute lievi ti ci aggiungono personal trainer, dopo-sci, assicurazioni sui furti e porta-pranzo per gente a dieta (poi, una volta che hai pagato una cifra astronomica, puoi anche soffocare sul tapis roulant). Ma non è finita; sul locale di Milano gli avventori aggiungono: “Il filetto arriva con delle verdurine” (e le paghi) e “ci abbiniamo delle salse fatte da noi” (che paghi). Insomma, chi lavora di più alla Filetteria parrebbe essere chi batte i conti in cassa.

filetteria-italiana-facebook

Tra alcuni clienti irritatissimi e La Filetteria Italiana sono nate su Facebook diatribe degne di Forum. Tuttavia, se a Milano spendere tanto al ristorante è quasi un must, qualcosa di simile può accadere persino a Ladispoli, in ristoranti con le sedie di plastica dove, peraltro, non attendi un filetto di zebra, ma una finta carbonara semiliofilizzata col pecorino avanzato da mesi. Il metodo, di solito, è quello della vicina rompiscatole: “Vorresti per caso una caciotta buonissima che prendo al paese dei miei…?”; tu, straziato dall’inusitata gentilezza, accetti e lei con nonchalance ti presenta il conto: 20 euro (cioè quasi mezzo antipasto della Filetteria). In quanti locali vi hanno fatto aspettare per ore, viziandovi nel frattempo con “Una bolla…? Un bicchiere…?” che sembravano quasi offerti e invece poi esplodevano sul conto con prezzi da panico? Oppure, vi è mai successo di leggere dei prezzi sul menu e poi trovarvi infine a pagare il doppio per il servizio al tavolo (che nemmeno se l’avessero fatto personalmente i valletti della Regina del Belgio)?

litigio al ristorante

Se il vostro cuore non è poi completamente di pietra, almeno una volta nella vita vi sarete immedesimati in quelle sfilze di poveri giapponesi che se hanno l’ardire di prendersi un gelato in una piazza italiana lo pagano quanto un vestito di Missoni, perché i simpatici gestori fissano un prezzo, ma estorcono il triplo ai turisti. Se siete persone a cui piace mangiare e che solo al ristorante si sentono amati e protetti, queste sono vicende che segnano per sempre: di chi mai dovremmo fidarci, se non di colui che ci serve l’antipasto misto della casa? L’effetto poi sul cliente turlupinato è di risentito avvilimento, di sconforto, come Alba Parietti quando si è fatta truffare da un cartomante. Un po’ ci si vergogna, un po’ ci si sente in colpa per la propria irresponsabilità, ci si macera dentro per giorni e poi si grida tutto su Facebook; invece possiamo cominciare a ribellarci. Ai ristoratori deve essere chiaro un fatto: c’è chi colleziona palle di vetro con dentro la neve, significa che siamo disposti a spendere davvero per qualunque cosa, ma dobbiamo poterlo decidere.

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