Bologna: orgoglioso di essere (stato all’anteprima di) FICO

15 novembre 2017
di Conte Garozzo

Io c’ero. È proprio questa la sensazione che arriva più nitida quando ti trovi davanti alla grande insegna riportante l’acronimo FICO. È la consapevolezza di essere stato presente al Time 0 di un avvenimento che metterà la straordinaria storia del nostro Paese in cima al mondo. È la percezione cristallina che questa scommessa è vinta.

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E non ci sono solo i tanti presenti a sottolinearlo, c’è il sindaco di Bologna, Virginio Merola, fiero di avere messo la propria città nelle condizioni di accogliere questo progetto. Fiero degli investimenti che la sua Amministrazione ha affrontato e affronterà per garantire servizi e prestazioni ai milioni di visitatori attesi (si spera siano almeno 6 milioni).

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Fiero è anche Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del sistema Paese presso la Farnesina, che elogia la squadra organizzatrice per essere riuscita a portare a termine un progetto così importante e complesso in meno di 4 anni.

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Fiera ed emozionata è Tiziana Primori che in veste di responsabile è stata cuore e mente di Fico ricoprendo il delicato incarico di interfaccia tra Eataly World e le istituzioni coinvolte.

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E poi c’è lui, il mitico Oscar dell’enogastronomia italiana, Oscar Farinetti, che tra escursus storici e dati tecnici ti fa sentire parte integrante e attiva di questo innovativo disegno italico. Dapprima elogia i francesi, nostri cugini, poi sprona gli italiani a essere più bravi di loro. Dice: “la cittadella di Lione sarà un progetto più piccolo e meno innovativo di Fico e arriverà al pubblico non meno di due anni dopo”. A tale proposito, poi, come sa fare solo lui, continua con: “che culo abbiamo avuto a nascere in Italia”, motivandolo attraverso la straordinaria biodiversità, la storia antichissima del nostro Paese e le tante tradizioni così diverse tra loro ma così radicate, figlie di mille e mille contaminazioni.

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E, fiero anche lui del risultato ottenuto, quasi fosse una preghiera, invita ogni cittadino italiano a lasciar perdere il solito spirito critico (figlio di piccole divisioni e antichi campanilismi) per essere i primi sponsor di questo magnifico parco giochi. “Dobbiamo parlar bene di Fico, è venuto talmente bene che non può non funzionare”. Così, senza nessun pregiudizio, quel FICO, Fabrica Italiana Contadina, rievocante acronimi piemontesi di altra epoca, funziona già benissimo.

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Ma se fabbrica è, cos’è che dobbiamo attenderci come prodotti? In primis, l’immagine del Made in Italy. FICO, attraverso una maggiore conoscenza e una migliore divulgazione dell’agroalimentare italiano, produrrà sapere. Secondo poi, renderà sempre più evidente il genio italico capace di riqualificare una immensa area dismessa, circa 10 ettari, afferente la Facoltà di Agraria di Bologna (una delle migliori d’Italia).

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Infine farà comprendere l’importanza della cura delle materie prime. Per la prima volta, visitando FICO, le persone potranno rendersi conto della straordinaria capacità che noi italiani abbiamo nella trasformazione delle materie prime. I visitatori si troveranno davanti una realtà immensa in cui, dal vivo, potranno incontrare stalle con oltre 200 animali, 2000 cultivar presenti in appositi spazi organizzati e, infine, 40 fabbriche di alimenti ospitate in circa 8 ettari coperti. Questa sembra la carta vincente di FICO: la straordinaria novità di poter comprendere il come degli alimenti. Si potranno visitare realtà produttive che faranno vedere e comprendere come vengono lavorati e prodotti gli alimenti che ogni giorno arricchiscono le nostre tavole e ci hanno reso famosi in tutto il mondo.

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E se tutto questo non fosse abbastanza, come in ogni parco giochi che si rispetti, il visitatore potrà anche assaggiare le tante prelibatezze dolci e salate e, soprattutto, potrà avventurarsi nel mondo del cibo attraverso 6 bellissime giostre educative immaginate per rappresentare gli elementi fondanti della vita dell’uomo. Chi vorrà potrà curiosare e conoscere i segreti del Fuoco, della Terra, del Mare, degli Animali, delle Bevande e del Futuro. Di tutto questo posso narrarvi perché io c’ero.

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