Affamati di Serie: Friends, i muffin e il caffè americano

17 novembre 2017

Monica è uno chef, Joey mangia di continuo, in ogni stagione c’è almeno un pranzo del Ringraziamento per cui il tavolo della cucina esonda di tacchino, salsa di mirtilli e patate dolci; ma se un luogo resta in mente di Friends, replicatissima sit-com trasmessa per la prima volta nel ’94 e di cui tutti i fan reclamano ancora la reunion, se c'è un luogo che resta in mente in friends è sicuramente il bar, il central perk quello è il Central Perk, il bar in cui i protagonisti macinano le proprie manie o a si arrovellano attorno a esilaranti drammi sentimentali. Per sedersi, c’è un invitante divano marrone diventato quasi un’icona; tappezzerie, lampade e arredo vintage, contribuiscono poi all’atmosfera distesa, nostalgica, da pioggia fuori dalle finestre. Un clima del genere può trovare un unico, indispensabile contrappunto: muffin e caffè americano.

friends-muffin

Tazze colorate fumano davanti ai personaggi in ogni puntata, mentre i muffin sono perfetti da sbocconcellare mentre si chiacchiera o si discute. Rachel sorseggia caffè già nel primo episodio, quando lascia il marito all’altare, ed è sempre bevendo attorno al tavolino che si parla dei continui divorzi di Ross (o dei suoi dinosauri) e delle conquiste di Joey; mangiando muffin, si spera forse di sopravvivere alle tremende canzoni di Phoebe o alle critiche di Monica; ma soprattutto ci si domanda quale lavoro faccia Chandler. C’è poi una puntata in cui Joey rilascia un’intervista e, quando capisce che offrirà la giornalista, ordina una montagna di muffin.

muffin e caffè americano

Al caffè americano cominciamo ad abituarci perfino in Italia, orgogliosa patria dell’espresso, anche se solitamente ci accontentiamo di una strategia rapida: aggiungere acqua calda al caffè tradizionale; il vero americano dovrebbe prevedere invece un filtro e della polvere macinata su cui versare l’acqua bollente. Riguardo ai muffin non abbiamo mai fatto resistenze: deliziose monoporzioni a base di farina, uova, zucchero, olio di semi. Caratteristici i ripieni, dai più tradizionali (mirtilli, gocce di cioccolato, mandorle), alle versioni sperimentali (ad esempio, zucca, cannella, pesca). Se questo dolce ormai insostituibile ha origini inglesi, l’America se ne è appropriata con una variante fondamentale: il lievito chimico, utilizzato al posto del tradizionale lievito di birra. Quello su cui tutti concordano è la funzione: il muffin resta la merenda perfetta, l’accompagnamento migliore per il tè del pomeriggio. Il muffin è così comodo, così familiare, che si sono studiate anche soffici versioni salate, potete perciò sbizzarrirvi con ogni tipo di ricetta.

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