Ecco perché il cibo romano sta invadendo gli Stati Uniti

21 novembre 2017

Secondo Eater, magazine americano dedicato al cibo, gli Stati Uniti stanno vivendo una vera e propria invasione: quella del cibo romano. È tutto un pizza al taglio (che loro chiamano proprio così) di quà, una cacio e pepe di là. il cibo romano, dalla cacio e pepe alla pizza al taglio, sta invadendo gli stati uniti Per vivere appieno la moda like romans do (quelli moderni, non quelli antichi) c’è chi ha aperto bar in cui il caffè – udite udite – si beve in piedi, come da noi, magari mangiando un cornetto all’albicocca. Nei pressi della 30esima Strada c’è un locale, Vini e Fritti, dove si servono carciofi fritti e supplì. L’amore degli americani per il cibo italiano dunque ha vissuto un’evoluzione e si è concentrato su quello che si cucina nella Capitale. Secondo Joe Tarasco, direttore del Redbury Hotel, il cibo romano è delizioso, spacca, ed è perfetto per appagare anima e corpo in poco tempo. Il progetto di Tarasco infatti vuole mettere insieme il food delivery e il cibo romano, economico e gustoso, per contrastare il fenomeno sempre più diffuso del #saddesklunch, il pranzo triste alla scrivania.

trapizzino

Eater narra che i responsabili di questa roman wave sulle tavole newyorchesi siano Danny Meyer e Katie Parla. Il primo ha lavorato come guida turistica a Roma durante i suoi anni giovanili. La seconda ha fatto lo stesso lavoro per 15 anni e in più è diventata una food writer. Meyer ha preparato il terreno per aprire la sua trattoria a Manhattan, Maialino. Era il 2009. Spedì la chef de cuisine Lena Ciardullo a fare uno stage con Stefano Callegari e Gabriele Bonci. Il tutto organizzato da Katie Parla. Dalla passione di due persone e la loro ostinazione è nata questa invasione, che ha avuto anche una seconda ondata. In questo secondo momento, che i foodies americani attestano intorno al 2016, parlare di cucina romana significava parlare di porchetta e piatti di cacio e pepe come se piovessero. Tarasco le ha definite “le droghe di evasione dei romani“.

bonci-chicago

Mentre gli americani acquisiscono sempre più familiarità con i capisaldi della cucina romana, i maggiori chef italiani intravedono e colgono le opportunità di espandere il proprio business oltreoceano. Ne sono la dimostrazione l’apertura di Trapizzino nell’Lower East Side a Febbraio. Callegari ha portato nella Grande Mela i suoi coni di pizza, che si adattano perfettamente con lo stile frenetico della città e in più permettono di mangiare in un cono di pizza bianca anche della trippa alla romana. Gabriele Bonci ha aperto un altro Pizzarium a Chicago. Qui ha iniziato a collaborare con i produttori locali, producendo la sua pizza al taglio con ingredienti del posto, ma senza variare l’offerta. Anche a Chicago potrete mangiare pizza bianca patate e mozzarella, la rossa con pomodoro, burrata e acciughe. Bonci peraltro ha scelto di giocare una partita molto difficile, scegliendo una città con una lunga tradizione in fatto di pizza.

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