Bologna: siamo stati da Scuderia Future Urban CooLab, progetto innovativo dedicato alla ristorazione

23 novembre 2017
di Daniela Anguilano

Chi non è di Bologna o non ci è mai stato avrà sicuramente sentito nominare via Zamboni, conosciuta per i suoi locali. Percorrendola si arriva in piazza Verdi che è probabilmente il fulcro della movida universitaria della città, un progetto di innovazione e sperimentazione in ambito food con gli studenti che vi trascorrono le proprie serate bevendo qualche birra con gli amici. Proprio in questa piazza lo scorso 13 Novembre ha aperto i battenti Scuderia Future Urban CooLab, un innovativo progetto che punta sull’eccellenza dei servizi di ristorazione, su innovazione e sperimentazione in ambito food, e sul dialogo tra le comunità come elementi per costruire un nuovo modo di vivere l’intera area, da molti considerata come degradata. Ci siamo stati un mercoledì sera (a due giorni dall’apertura) e ci è parso di ritrovarci improvvisamente in un luogo in cui andare nella pausa tra una lezione e l’altra o semplicemente dove bere uno spritz prima di tornare a casa.

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L’alto soffitto a botte e le pareti bianche pitturate di fresco infondono grande tranquillità. A rendere ancora più piacevole l’ambiente, le innumerevoli piante che pendono sui tavoli e la gradinata in legno – che sulla parte destra del locale sostituisce in parte le comuni sedute – su cui sono sparsi cuscini patchwork realizzati dalla cooperativa sociale Made in Carcere. La zone service ospita un coffee shop, l’area Gudful – happy & healthy dedicata al cibo sano (dove si può ad esempio comporre la propria insalata e condirla con l’aceto di caffè prodotto nel locale stesso), e l’area dedicata al brand Tortellino, perché non dimentichiamoci che siamo pur sempre a Bologna.

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Una chicca della zona service è lo spazio denominato POPUP che vuole avere la funzione di acceleratore, uno spazio messo a disposizione di chiunque voglia sperimentare e testare nuovi tipi di cucina in città.

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In fondo al locale sono state collocate tre casette: Food Maker, Urban Farming e Food Alchimist, il cui ruolo è quello di presentare prototipi e nuove tendenze in ambito food. La casetta che ci ha più affascinato è quella del Food Maker dove sono state installate stampanti 3D da utilizzare per stampare cibo, come ad esempio alimenti in formato ridotto per chi ha problemi di deglutizione; il perfetto connubio tra Food & Tech. La successiva casetta è quella dedicata all’Urban Farming, dove un agronomo ivi presente è pronto a spiegarti come coltivare le verdure in uno spazio domestico, e promuovere così una coltivazione a km0.

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La terza e ultima casetta, invece, è quella denominata Food Alchimist dedicata ai prodotti fermentati, il cui obiettivo è quello di rendere il cibo maggiormente biodisponibile, e quindi promuovere un’economia circolare che si autoalimenta attraverso il concetto di waste to value. Emblematica la scritta riportata SHI-LIAO-BO: il cibo che dura, il cibo che è vita. Chi lavora all’interno della scuderia? Per la ricerca di alcuni dei membri dello staff, è nato il lodevole progetto Mygrants  volto a selezionare talenti tra i migranti e favorirne l’inclusione e l’integrazione sociale.

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Il progetto Scuderia vuole dunque essere una piattaforma di positiva contaminazione e ispirazione che utilizza la tecnologia a supporto della tradizione e del gusto, del resto “tutte le tradizioni sono innovazioni che hanno avuto successo”.

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