La Penna d’Oca, nuovo indirizzo gourmet della Capitale

29 novembre 2017

Il perché del nome, La Penna d’Oca, è facilmente intuibile: questo ristorante si trova infatti in via della Penna all’incrocio con via dell’Oca a Roma. Siamo in pieno centro, a due passi da piazza del Popolo e, sebbene l’insegna sia rimasta invariata, l’anima di questo locale a ottobre 2017 ha subito una radicale trasformazione. a ottobre del 2017 il ristorante ha subito una radicale trasformazione La sala è arredata con gusto moderno e caratterizzata da qualche elemento più estroso; non mancano alcuni tavoli all’esterno per un totale di una trentina di coperti. A far da mattatore in sala Alessandro Di Biasio, che animato da passione e competenza intrattiene i clienti con una selezione di vini e degli abbinamenti avvincenti. Una carta ben studiata, etichette scelte personalmente, con un po’ di Francia e tanta curiosità nei confronti di vitigni autoctoni italiani del tutto insoliti. In cucina vi è lo chef Massimiliano Valenti, lombardo di Erba, classe 1974, che vanta esperienze importanti in Italia e all’estero.

triglia-tempura

Con un occhio rivolto al mare nostro e l’altro al lontano Oriente, Valenti parte dalla scelta della materia prima, per poi avvalersi del suo bagaglio di competenze tecniche acquisite nel tempo, grazie a collaborazioni con maestri del calibro di Ettore Bocchia. Il sale è abolito, si cerca di esaltare la naturale sapidità degli ingredienti, al massimo utilizzando il salgemma. Il risultato è una proposta non banale, sintomo di una gran voglia di sperimentare e divertirsi da parte di Massimiliano, che ammette candidamente di sognare un ristorante senza menu per dar sfogo alle sue ispirazioni momentanee. Nella realtà non ci si distanzia molto da questa idea, i piatti cambiano spesso e i fuori carta abbondano, il che rende ogni esperienza alla Penna d’Oca diversa e irripetibile. Tre i percorsi di degustazione che vanno dagli 80 ai 100 euro, accompagnati da due vini alla mescita.

tortelli-smeraldo

Ecco alcune delle portate assaggiate durante la nostra visita: Capesante leggermente scottate, marinate al Gin Mare con pinzimonio invernale; Tempura di triglia e verdure invernali, terra di broccoli e salsa Ponzu; Tortello smeraldo col cuore di capesante e seppia con latte di cocco, vaniglia e caviale; l’Omaggio a Bottura: tonno scottato con foie gras, aria di pecorino, zucca mantovana, mosto d’uva e cipolla caramellata.

la penna d'oca

Creatività e tradizione si fondono nel dessert: mascarpone puro cotto per sei ore a 70 gradi raffreddato e rimontato, blinis con ripieno di gianduia e farina di nocciole, gelato alla nocciola e neve di cioccolato bianco. In conclusione: la Penna d’Oca si propone come nuovo indirizzo gourmet nel cuore della Capitale, un progetto ambizioso da seguire nelle evoluzioni dei prossimi mesi.

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