In Russia per Ikra, festival internazionale per l’alta cucina russa

1 dicembre 2017

Dal 31 gennaio al 3 febbraio, a Sochi in Russia andrà in scena la seconda edizione di Ikra, festival gastronomico di portata internazionale. La notizia può suonare insolita: davvero in Russia c’è tanta attenzione alle novità gastronomiche? la russia è di per sè un piccolo mondo gastronomico La tradizione culinaria russa non è delle più famose: in Italia si pensa al caviale, al filetto alla Stroganoff, forse al bortsch (zuppa di carne e barbabietola) e alle kartoski (patate). La Russia si è affacciata tardi alla cucina globalizzata, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, e come tutti ne è rimasta stregata: per circa vent’anni i ristoranti anche di alta fascia a Mosca e San Pietroburgo proponevano piatti francesi, italiani o comunque esteri. Ma la Russia è di per sé un piccolo mondo: il paese si allarga su 11 fusi orari, all’interno dei quali vivono nazioni, ecosistemi e ovviamente alimenti e cucine diverse. Da sempre nelle cucine soviet di Mosca e San Pietroburgo si assiste a un pot-pourri di tali tradizioni; e negli ultimi anni anche i grandi chef hanno riscoperto la biodiversità del loro paese: dopo aver studiato nei più famosi ristoranti di Francia, Spagna o Scandinavia, sono tornati a casa per proporre la propria interpretazione creativa della cucina russa.

Gaggan

E dall’anno scorso hanno anche iniziato a portare con sé gli chef in cima alle classifiche internazionali. Alla prima edizione del festival Ikra, nel 2017, hanno partecipato fra gli altri Massimo Bottura e Norbert Niederkofler: quest’anno ci saranno invece Mauro Colagreco, lo chef italo-argentino a capo del bistellato Mirazur di Mentone, Gaggan Anand (chef indiano a Bangkok, 3 stelle Michelin e in settima posizione nella classifica The World’s 50 Best Restaurants), Esben Holmboe Bang dalla Norvegia (anche il suo Maaemo a Oslo ha conquistato le 3 stelle), Alex Atala del D.O.M. di San Paolo in Brasile, Virgilio Martinez dal ristorante Central di Lima e Alberto Adrià, fratello del celebre Ferran Adrià e chef del Tickets di Barcellona.

Vladimir Mukhin

Gli chef russi saranno otto: in cima alla lista svetta Vladimir Mukhin, chef del White Rabbit di Mosca (in foto), al diciottesimo posto fra i migliori ristoranti del mondo secondo Sanpellegrino. Insieme a lui, Evgeny Vikentiev (chef di Vinnoj Skaf e Hamlet&Jacks a San Pietroburgo, con cucina basata su erbe spontanee e materie prime locali), Igor Grishechkin (del Kokoko di San Pietroburgo, usa tecniche antiche come la fermentazione, la marinatura, l’essicazione), Anatoly Kazakov (del Selfie di Mosca, nuovo progetto del gruppo White Rabbit), Vitaly Istomin (del bistrot Tehnikum di Mosca), Artem Losev (del Gorynych di Mosca, dedicato alla cucina all’aria aperta), Andrei Shmakov (del Savva di Mosca, all’interno dell’hotel Metropol) e Georgy Troyan, che nel suo Severyane di Mosca ama giocare con la tradizione russa e le tecniche francesi.

Andrea Petrini

Andrea Petrini

Oltre a loro, ci saranno altri ospiti internazionali come Andrea Petrini, l’ideatore di Gelinaz definito creatore di stelle, Brian McGinn, creatore della serie Chef’s Table di Netflix, William Drew, Laura Price e Diego Salazar, tutti coinvolti nella stesura della classifica dei migliori ristoranti del mondo. Il programma prevede diversi workshop, ma soprattutto cene a quattro mani e party aprés-ski: il festival si svolgerà infatti presso il resort Rosa Khutor, a pochi metri dagli impianti che hanno visto svolgersi le Olimpiadi invernali del 2014. Se quindi avete voglia di una settimana di full immersion nello sport, nell’alta cucina internazionale e nella cultura contemporanea russa, il festival Ikra potrebbe essere ciò che fa per voi. Le prenotazioni sono già aperte: per scoprire il programma e scegliere fra la cena preparata da Alex Atala e Vladimir Mukhin e quella di Esben Holmboe Bang e di Evgeny Vikentiev, oltre che fra molte altre, visitate il sito dell’evento.

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