Roma: 9 locali perfetti per mangiare sushi

21 dicembre 2017

Sentire il bisogno di concedersi almeno una volta a settimana il proprio cibo preferito, magari in uno dei posti del cuore, dopo un’attentissima – se non maniacale – selezione tra locali di ogni tipo e genere, un elenco variegato e trasversale per provare ogni volta un'esperienza diversa è prassi ormai ben consolidata, anche tra chi vanta di essere un viveur della varietà culinaria. Ciò è ancora più evidente quando l’attenzione si sposta su un trend culinario così famoso e inflazionato – come lo è oggi quello della cucina giapponese, e in particolare del sushi – da mettere in crisi la scelta anche dei più irremovibili e fidelizzati. Cerchiamo, allora di mettere quel tanto d’ordine che basta per orientarsi in maniera consapevole e disinibita, davanti alla scelta di dove mangiare sushi a Roma. Nella Capitale preferire un locale piuttosto che un altro significa vivere racconti culinari molto diversi tra loro. Ecco, allora un elenco variegato e trasversale di locali a Roma dove mangiare sushi e ogni volta vivere un’esperienza diversa.

  1. Sushisen, RomaSushisen (via Giuseppe Giulietti, 21/a). Per gli amanti dello stile minimal e accogliente, questo ristorante saprà ricreare l’atmosfera perfetta. Un locale ispirato al classico stile zen, la cui ristrutturazione si deve a uno dei gruppi di architetti giapponesi più famosi nel settore, lo studio Kobfuji. Sushisen inoltre si compone di due diversi ambienti tra i quali poter scegliere: una tipica sala con 44 posti a sedere e un’ambientazione più innovativa e originale caratterizzata dal kaitenzushi, ossia il nastro rotante sul quale scorrono piattini monoporzione a base di sushi, sashimi e ricette innovative. Non mancano infatti elaborazioni originali e contemporanee ideate dallo chef di fama internazionale Eiji Yamamoto che, partendo dalla tradizione, elabora eclettici piatti del mese: assolutamente da non perdere gli uramaki ripieni di gamberoni in tempura, verza, zenzero, nocciole, miso giapponese, pistacchi, e gli involtini di tartare di salmone con gambero, avocado, sesamo, e le sette spezie shichimi.
  2. sakana-sushiSakana Sushi (via del Gazometro, 54). Un ambiente accogliente e informale dove trascorrere una piacevole serata in compagnia di amici all’insegna dell’allegria e della spontaneità. Una cucina nipponica fortemente originale e creativa che prevede anche numerose opzioni vegetariane nella scelta dei nigiri – ripieni di melanzane, peperoni o verdure miste – e dei classici roll. Ma non finisce qui, perché tra insalate, daifuku mochi, temaki, hosomaki, donburi di pesce, piatti misti e gyoza, la scelta è talmente vasta che ogni volta sarà come sperimentare un ristorante diverso. Uno dei cavalli di battaglia da provare assolutamente è il chirashizushi o sushi sparso, ossia un piatto servito su una ciotola di riso, di solito coperto con del pesce oppure con carne di maiale e kimchi. I modi per gustare questa prelibatezza sono due: potete mettere sopra della salsa di soia, mescolare e gustare insieme il pesce con il riso o mangiare prima il pesce e la carne e terminare con il riso.
  3. zuma sushiZuma (largo Fontanella Borghese). Un piccolo gioiello di cucina giapponese incastonato nel lussuoso palazzo Fendi nel pieno centro storico di Roma. Non un ristorante come gli altri, ma un locale con velleità di alto livello che porta con sé le dimensioni di un progetto di vocazione internazionale. Da città come Miami, Dubai, New York e Hong Kong, Zuma è arrivato a Roma e con lui una cucina nipponica di stile prettamente contemporaneo. A fare da cornice all’esperienza degustativa un ambiente dai colori caldi e accoglienti, suddiviso in tre luoghi: la cucina principale, il sushi counter e la robata grill, dove si cucina alla griglia e a carbone. Da qui, l’estrema versatilità dell’offerta proposta che spazia dai classici della cucina giapponese fino ad arrivare a rivisitazioni più ardite e originali dirette dall’esperienza dello chef Rainer Becker e sotto la supervisione di Bjoern Weissberger.
  4. ristorante-hamasei-RomaHamasei (via della Mercede, 35). Un giapponese d’altri tempi che ha aperto i propri battenti ben sessant’anni fa in pieno centro storico – a metà strada tra piazza di Spagna e Fontana di Trevi – quando ancora non esisteva una vera moda della cucina nipponica, né tantomeno del sushi. Un ristorante che ha mantenuto intatta la sua tradizione sia nella classicità degli ambienti, sia nell’offerta del menu. Da Hamasei è possibile sperimentare l’autenticità dei sapori giapponesi degustando i piatti sapientemente preparati da chef di fama internazionale, provenienti dal ristorante Asakusa di Tokyo: se volete sperimentare versioni eccentriche di sashimi e sushi siete nel posto sbagliato, perché qui troverete solo ricette della tradizione e, se volete, anche un po’ desuete rispetto a quelle dei menu più moderni e accattivanti. Da non perdere il tipico pasto kaiseki, risalente alla tradizione culinaria più raffinata del Giappone della fine del XVI secolo, anticamente servito durante la sacramentale cerimonia del tè: un approccio estremamente frugale, composto da una zuppa, tre contorni e del riso, cucinati con ingredienti freschissimi e di stagione.
  5. HasekuraHasekura (via dei Serpenti, 27). Un ambiente piccolo e discreto, senza ambizioni che vadano oltre la preparazione a regola d’arte dei piatti e l’elevata qualità degli ingredienti utilizzati. Hasekura è un intimo ritrovo per degustare dell’ottimo sushi in occasione di una cena romantica. Una leggera musica di sottofondo e un’atmosfera minimalista, con tavoli e qualche sgabello davanti al bancone dove viene preparato il sushi, vi faranno sentire subito a vostro agio. La vasta gamma di piatti tra cui scegliere è ben lontana da banali contaminazioni occidentali, ispirandosi alla semplicità di ingredienti genuini: crocchette di dentice, nigiri di salmone, riso cotto a regola d’arte e fritti di tempura estremamente leggeri e digeribili sono solo alcuni dei piatti forti tra cui scegliere nel menu di Hasekura. Tra i diversi tipi di sushi non perdetevi i California rolls con polpa di granchio, avocado, lattuga e maionese e il negi-toro con battuto di ventresca di tonno rosso e erba cipollina.
  6. hayashiHayashi (via Faleria, 36). Lontano dall’atmosfera modaiola dei locali del centro, in una tranquilla traversa dell’Appia Nuova si trova questo locale apparentemente di quartiere, ma dalle grandi potenzialità. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, è fondamentale prenotare e magari scegliere uno dei tavoli con le sedute alla giapponese in cui sentirsi dei perfetti turisti alla scoperta di qualche città del Sol Levante. Ma partiamo dal servizio, perché da Hayashi l’accoglienza è un elemento fondamentale: gentilezza e cordialità vi daranno il benvenuto assieme ad un delizioso antipasto offerto gentilmente dalla casa a base di verdure condite con aceto di riso e salsa di soia. A proseguire un’offerta davvero variegata che strizza l’occhiolino alla categoria dei zansai, ossia degli antipasti. C’è solo che l’imbarazzo della scelta, tra gli agedashi (tofu fritto), una vastissima selezione di gyoza (di gamberi, di carne e di verdure) e le deliziose polpettine di polpo (takoyaki). Se non avete ancora raggiunto la totale sazietà, lasciatevi tentare dalla scelta dei dolci accompagnati da un ottimo sakè.
  7. taki 4Taki (via Dionigi, 56/60). Un posto da conoscere per diversificare al massimo le proprie scelte, adattandole alle diverse esigenze del momento: che sia un incontro di lavoro, una cena in compagnia di amici o una serata romantica, la polivalenza di Taki vi sorprenderà. Sarete accolti da un ambiente non solo elegante e raffinato, ma anche capace di trasmettere calore e informalità. Ecco perché da Taki, oltre alla qualità della cucina, merita un apprezzamento particolare la vastissima offerta di sakè, champagne e bollicine, selezionata da rinomati sommelier per accompagnare pietanze sia calde che fredde. Ma non finisce qui, perché la scelta di un buon bicchiere seguirà nella maggior parte dei casi uno dei dolci tipici della cucina nipponica: se siete indecisi e non sapete quale dessert scegliere, non perdete la matcha cake, una torta di pan di spagna farcita con chantilly al tè verde.
  8. sui-generisSui Generis (via Giambattista Bassani, 13). La filosofia ispiratrice di questo ristorante è tutta racchiusa nel suo nome. Una scelta sfidante e sui generis portata avanti da uno staff tutto all’italiana. Un’attenzione particolare al complesso mondo degli abbinamenti tra il sakè e le ricette della cucina giapponese. Se da tradizione, infatti, la tipica bevanda orientale è consumata tiepida e a fine a pasto, da Sui Generis la si può sperimentare tra un boccone e l’altro attraverso un percorso degustativo guidato. L’obiettivo è quello di scoprire un qualcosa in più della tradizione culinaria orientale che aggiunga un piccolo tassello all’inflazionata cultura del sushi: e lo scopo è farlo accompagnando il cliente nella scelta di sakè di svariate tipologie. Ne un esempio lo Junmai, ottenuto dalla sola fermentazione di riso e acqua, senza l’aggiunta di alcol, perfetto per accompagnare i crudi. Passando ai piatti del menu, degni di nota sono sicuramente l’inarizushi, ossia un fagottino di riso in camicia di tofu fritto e le versioni vegetariane di gyoza con verdure di stagione saltate con aglio e germogli di soia.
  9. Sushi e Noodles, RomaSushi & Noodles (viale Aventino 117 e via Giuseppe Gioacchino Belli 69). Una doppietta irresistibile che non sempre è facile trovare: un luogo dove poter scegliere tra la cucina giapponese, cinese e fusion senza fare a torto a nessuno. Due i ristoranti, situati l’uno in zona Aventino e l’altro nel quartiere Prati, caratterizzati entrambi da uno stile ricercato e moderno tra tatami, luci soffuse e canne di bambù. La filosofia alla base dei due locali è la stessa: un bancone dedicato alla preparazione a vista del sushi e del sashimi e due sale spaziose in cui godersi la serata. Le tre tipologie di cucina tra cui scegliere vi daranno la possibilità di sperimentare ogni volta piatti diversi in un gioco di abbinamenti davvero particolari. Le dimensioni delle porzioni, degne di nota, metteranno a dura prova anche i più avvezzi al buon cibo, quindi selezionate con cura ciò che vorrete provare riservandovi per le volte successive la degustazione di altri piatti. In ogni caso, quale degna chiusura del vostro pasto, non dimenticatevi di ordinare una porzione di delizioso gelato al tè verde e sesamo nero.

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