5 vini campani da abbinare ai piatti della tradizione natalizia partenopea

21 dicembre 2017

A Napoli le tradizioni sono importanti, soprattutto quelle culinarie, a Natale ancora di più. Ci si prepara per giorni, alcuni per settimane prima per stilare il menu, che alla fine resta sempre lo stesso di ogni anno. Ma è fondamentale pensare a tutto, controllare ogni minimo dettaglio, fare in modo che ognuno, tra familiari ed amici, sia soddisfatto e che abbia reso onore nella maniera giusta alle festività natalizie. Per rendere il tutto ancora più speciale, è importante anche accompagnare le pietanze con del buon vino, magari scegliendo delle etichette Made in Naples, per valorizzare le vigne metropolitane e limitrofe. Proviamo ad indicarvi cinque vini da abbinare ai piatti della tradizione culinaria partenopea.

  1. ottouve-gragnanoGragnano della Penisola Sorrentina Ottouve 2016 di Salvatore Martusciello: se si parla di vino rosso a Napoli, viene in automatico pensare al Gragnano della penisola sorrentina. Se si vuole fare un giusto abbinamento alla pizza di scarole, che si mangi il giorno della vigilia, a pranzo o a cena è indifferente, il Gragnano Ottouve di Salvatore Martusciello ci calza a pennello. C’è bisogno di vivacità, di brio, per sgrassare lo strutto presente nell’impasto della pizza.
  2. cruna-delago-la-sibillaCampi Flegrei Falanghina Cruna Delago 2015 di La Sibilla: gli spaghetti con le vongole, o con i frutti di mare, è il primo piatto d’eccellenza che si gusta la sera della Vigilia di Natale. In abbinamento, in questo caso, è doverosa una Falanghina che riporti la mente al mare, sapida come il sale marino. Questo compito può tranquillamente essere svolto dalla Falanghina Cruna Delago 2015 de La Sibilla, per la sua freschezza e la sua componente minerale.
  3. falanghina-di-agnanum - foto di Alessio PietrobattistaCampi Flegrei Falanghina Vigna Del Pino 2016 di Agnanum: il capitone e il baccalà fritto sono altri due elementi imprescindibili delle tavole partenopee, soprattutto durante il cenone della Vigilia e volendo anche di Capodanno. Si ritorna ad una Falanghina prodotta sul cratere degli Astroni, sul confine che dalle vigne metropolitane si allunga verso l’area puteolana. Un vino adatto ad un piatto come il baccalà fritto, dal color oro che richiama la panatura del baccalà, fresco e aromatico, che mette in risalto la sapidità del baccalà e contrasta la grassezza del capitone.
  4. cantine-astroniStrione 2012 di Cantine Astroni: come si dice a Napoli, la regina della tavola a Natale è l’insalata di rinforzo: cavolo, papaccelle (peperoni dolci o piccanti), giardiniera, olive e chi più ne ha più ne metta, visto che è un piatto di rinforzo, chiamato così non solo perché è sostanzioso, ma anche perché durante i giorni successivi al Natale si rinforza con l’aggiunta del capitone avanzato. Per questo piatto abbiamo scelto ancora una volta una Falanghina, precedente rispetto alle altre indicate, per la sua complessità. La nota sapida contrasta il dolce delle papaccelle.
  5. piedirosso-contrada-salandraCampi Flegrei Piedirosso 2014 di Contrada Salandra: passiamo al giorno di Natale, dove prima dei tortellini e della pasta al forno, viene servita la minestra maritata, un matrimonio tra verdure e carne. Un piatto complesso per la varietà di verdure e di tipi di carne. Ogni famiglia ha la sua ricetta personale, ognuno ci aggiunge ciò che più gli piace, anche qualche pezzetto di formaggio volendo. Quindi ci voleva un vino fresco, come il Piedirosso di Contrada Salandra, dalla beva facile, tanto da essere gradito anche durante il periodo estivo, e dal tannino presente ma non invadente.

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