I BEST di Agrodolce: il miglior Ristorante per il 2017

26 dicembre 2017

Aprire un ristorante oggi significa – se non si vuole sbagliare già prima di cominciare –  avere un progetto, delle idee forti che possano lanciarlo, sostenerlo ed alimentarlo. Un progetto dove offerta, maniera di proporla, sostanza e comunicazione si fondano per dare vita ad una storia di successo. Questo deve essere: un posto dove l’esperienza gastronomica del cliente sia naturalmente in primo piano, come risultato finale della somma di tutta una serie di componenti. E le 2 esperienze più significative in questo senso, nel peregrinare annuale lungo la penisola, vengono dal Sud, e la cosa ci rende molto felici.

bros

La prima ci porta a Lecce da Bros dove Floriano Pellegrino e Isabella Potì stanno svolgendo un lavoro perfetto. A partire dalla comunicazione, che trasmette un’immagine forte e diretta ma che qualcuno ha scambiato per arroganza: si tratta invece di dedizione ed applicazione continua e consapevolezza che non si smette mai di imparare. Bros a Lecce è un ristorante di alto livello, dove l'approccio internazionale si sposa in modo perfetto con il territorioLe molte esperienze all’estero – che continuano anche oggi –  sono state trasmesse alla sala, moderna ed efficiente, e al servizio del bere. Per esempio, si possono abbinare anche succhi vegetali perfetti nella dinamica del pasto. Nonostante i viaggi nel mondo, i Bros restano ben infissi nel Salento, dove sono nati, cresciuti e lavorano: e allora via con il cuccumarazzu con latticello e caviale, la tarte di zucchine e vongole, le favolose fave nette con rucola e acqua di oliva, una quaglia cotta alla perfezione sulla stufa con melanzane al miso e sorbetto al prezzemolo, un soufflé al limone degno di una Grand Table. Giovani, dinamici, con un senso dell’accoglienza definito ancor più dal gesto finale del bicchiere di orzata che offrono all’uscita dal locale.

fud-off

La seconda esperienza è per un locale ircocervo, che non saprei ben definire. Siamo a Catania, città che lentamente sta assistendo ad un significativo rinascimento dell’offerta culinaria e parliamo di Fud Off, ultima creatura di Andrea Graziano, poliedrico imprenditore della gastronomia (non solo a Catania) che ha trasformato una via buia e poco frequentabile del centro etneo in una dinamica e affollata strada ricca di offerte ristorative. Fud Off è certamente il fiore all’occhiello, anche per questa sua anima composita: un ex officina dove si può fare l’aperitivo o il dopo cena, bevendo dei cocktail, preparati da una squadra diretta da Domenico Cosentino, che su un filo classico innestano derivazioni mediterranee fatte di materie, liquidi, infusi e misture alcoliche ad alto tasso siculo.

Valentina Chiaramonte

Valentina Chiaramonte

Ma si mangia, direte voi? Certo che sì, l’offerta è nascosta dietro la sigla tapas siciliane, ma è una piccola bugia, perché qui potete anche accompagnare l’aperitivo, ma soprattutto fare una cena a tutto tondo, grazie all’estro e al tocco picaresco di Valentina Chiaramonte, palermitana, approdata via Langhe nella rivale Catania. E allora le crocchette di latte (vabbè), ma il calamaro ripieno di nero di seppia, le panelle con i ricci, il manzo tonnato, il cavallo glassato (che la carne equina a Catania è punto fermo) sono piatti a tutti gli effetti, altroché, e pure buonissimi. Una cucina guascona, piratesca, che incontra molti simili in Italia e non solo, tanto che è nato quasi a ratificare un’unità di intenti l’Offestival, dove ogni mese si realizzano quelle che sono qualcosa in più di semplici cene a quattro mani (e passeranno a cucinare, o sono già passati Mazzo, Passerini, Tondo, Iannotti, Zillo, Diego Rossi tanto per citarne alcuni). Come d’altronde succede (e succederà) da Bros con le cene impossibili, dove il respiro internazionale porterà ai fornelli Sirko Bakker e Andoni Aduriz.

Dinamici, moderni, aperti al mondo, questi sono i nostri ristoranti dell’anno: Bros e Fud Off.

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