Usare l’alluminio in cucina fa male? Ecco a cosa fare attenzione

30 dicembre 2017

L’alluminio è un materiale molto usato in cucina: sono fatti di alluminio, o di leghe di alluminio, pentole, caffettiere e utensili e moltissimi dei recipienti o dei fogli usa e getta in cui quotidianamente cuociamo, conserviamo o riscaldiamo il cibo. è fondamentale sapere come utilizzare in maniera corretta l'alluminio in cucina Ma siete sicuri di conoscere a sufficienza questo materiale e di usarlo in maniera corretta e salutare? No? Niente paura, vi aiutiamo noi. Partiamo dalle basi: l’alluminio è un metallo piuttosto diffuso, estremamente leggero, facilmente modellabile, ma allo stesso tempo resistente; inoltre ha una elevata conducibilità termica, caratteristica che lo rende un ottimo alleato ai fornelli perché permette di regolare e distribuire in maniera uniforme il calore durante la cottura riducendo così i rischi di bruciare i cibi e rendendone uniforme la preparazione. Tra i suoi pregi ha anche quelli di garantire la migliore protezione possibile dagli effetti nocivi di aria e luce, di non interferire sui sapori degli alimenti e di essere riciclabile al 100% e per un numero infinito di volte.

alluminio

Ma, c’è un ma. Spesso l’alluminio è stato accusato di essere nocivo per la salute. Il rischio evidenziato è che particelle di alluminio possano migrare dai contenitori al cibo contaminandolo e rendendolo tossico per l’uomo, pericoloso in particolare per cervello e reni. L’Istituto Superiore di Sanità ha condotto un ampio studio per capire se e in quali condizioni l’alluminio può effettivamente diventare dannoso per la salute e ha individuato alcuni casi, specifici e limitati, sulla base dei quali sono state stilate poi delle avvertenze – che a norma di legge devono essere riportate, ad esempio, sulle tutte le confezioni di carta argentata – che permettono un uso sicuro dell’alluminio in cucina. Gli elementi fondamentali da prendere in considerazione sono tre: temperatura, tempo di contatto e natura del cibo.

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In generale, qualunque tipologia di cibo può essere conservata avvolta in un foglio di alluminio, o all’interno di una pentola di alluminio priva di film protettivo di materiale plastico, a temperatura ambiente per un massimo di 24 ore. alcuni alimenti non possono essere conservati all'interno di contenitori di alluminio Se si tratta di alimenti con un basso potere estrattivo come caffè, spezie, cereali, legumi o frutta secchi, ortaggi essiccati o prodotti da forno che non assorbono l’alluminio allora il contatto può essere prolungato, altrimenti diventa necessario mettere il cibo in frigorifero o surgelarlo. In frigo o nel congelatore, infatti, il pericolo di una migrazione di ioni diventa minimo e il cibo può rimanere a lungo nell’alluminio senza che questo lo contamini. Ci sono, invece, poi degli alimenti che hanno caratteristiche proprie a causa delle quali il rischio di trasferimento aumenta ed è quindi sconsigliato cuocerli, conservarli o anche semplicemente riscaldarli in contenitori di alluminio. Nello specifico si tratta di cibi molto acidi come succo di limone e agrumi in genere, pomodori e sotto aceti o molto salati come acciughe, capperi o salamoie che potrebbero attaccare il metallo e corroderlo. Per questa tipologia di prodotti è sicuramente più indicato un contenitore di vetro.

Le patate avvolte nella carta stagnola

Bisognerebbe evitare di coprire con la stagnola i cibi quando sono ancora molto caldi e possono formare umidità. Si tratta di una breve serie di accorgimenti minimi, ma importanti, grazie ai quali possiamo continuare a usare l’alluminio senza alcun rischio per la salute.

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