Affamati di serie: Gomorra e la frittura di pesce

3 gennaio 2018

Tutto quello che esiste passa di qui. Qui, dal porto di Napoli” si legge in Gomorra di Roberto Saviano; un caso editoriale esploso nel 2006 che ha svelato un mondo e che contemporaneamente sembra averne plasmato uno nuovo. Al libro si è ispirato prima un film premiatissimo e poi una serie tv di culto, giunta alla terza stagione. Tra le vele di Scampia e i vicoli notturni di Napoli, nel telefilm si seguono le vicende del clan criminale dei Savastano: il capofamiglia, Pietro, che vuole preparare il figlio Genny a divenire il futuro boss e la moglie Immacolata (Donna Imma), decisa a tenere ben salde le redini del potere. Gomorra - La Serie è una fiction televisiva targata Sky ispirata all'omonimo best seller di Roberto Saviano.Ciro di Marzio, interpretato da Marco D’Amore, è il vero protagonista, che si destreggia tra bande, famiglie, tradimenti e delitti per conquistare un ruolo di spicco nella malavita campana. Da quando la serie è stata messa in onda, moltissime espressioni in napoletano sono arrivate sulla bocca di tutti, come “Staje senza pensier”, “Esord’ fanno l’omme onest’”, “Bive: aggia capi’ si me pozz’ fida’ ‘e te”, ma uno dei momenti forse più rappresentativi riguarda la frittura di pesce, col personaggio di Salvatore Conte che ordina le ormai proverbiali “Deux fritures”; il boss, tra un ammazzamento e l’altro, non disdegna infatti i ricchi pasti della tradizione campana, a partire dai manicaretti della mamma: “Mammà, tu avisse partecipa’ a ‘nu programma ‘e cucina dint’ ‘a televisione”.

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Per non relegare la frittura al mondo della malavita, riportiamo il discorso sul trionfo degli ingredienti freschissimi cotti in olio bollente; a Napoli è tradizione friggere praticamente qualsiasi cosa: nel cuoppo da passeggio si possono trovare crocchè, arancini, zeppoline, verdure, frittate di pasta, patate, alici, baccalà, pasta cresciuta con alghe, gamberi, calamari, per concludere col dolce delle graffette; tutto accuratamente pastellato. Quanto alla frittura di mare in senso stretto, si può scegliere tra un ecumenico misto di calamari e gamberi o la ricercatezza della paranza; nel secondo caso, si selezionano pesci di piccolo taglio (merluzzi, sogliolette, alici, triglie…), da infarinare, cuocere in olio e servire caldissimi e croccanti, con o senza limone a seconda dei gusti.

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