Firenze: siamo stati alla Gucci Osteria ideata da Massimo Bottura

10 gennaio 2018

Alla fine non è mancano neanche lo spaghetto di mezzanotte per l’inaugurazione del Gucci Garden. Massimo Bottura, chef stellato in missione a Firenze per il lancio di Gucci Osteria, la gucci osteria ideata con massimo bottura ha finalmente aperto al pubblico ha concluso la serata inaugurale del palazzo delle meraviglie di Alessandro Michele con una gustosa cacio e pepe a base di pasta Giovanni Assante. A Firenze è stata festa grande in occasione del Pitti Uomo per l’inaugurazione del Gucci Garden: museo, boutique e logicamente ristorante con la supervisione di Bottura. Lo chef modenese ha accettato la collaborazione con la maison di moda nel nome dell’antica amicizia con Marco Bizzarri, amministratore delegato del brand e suo compagno di banco a scuola.

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Un’operazione che ha visto due dei personaggi più eclettici e creativi del momento, da una parte Michele per la moda e dall’altra Bottura per il food, assieme in un’operazione che ha già avuto una eco mondiale e che richiamerà curiosi e appassionati da ogni angolo del globo.

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Il menu di Gucci Osteria, aperta al pubblico da oggi 10 gennaio, porta la firma dello chef modenese, ma ai fornelli c’è la messicana Karime Lopez Kondo, già al Central di Lima con Virgilio Martinez e moglie di Taka Kondo, sous chef dell’Osteria Francescana. “Viaggiando per il mondo, la nostra cucina interagisce con tutto quello che vediamo, sentiamo e gustiamo -dice al proposito Bottura – Aguzziamo gli occhi, sempre alla ricerca della prossima e inaspettata scoperta”.

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Il menu così include piatti dal respiro internazionale, classici della cucina italiana e qualche rilettura singolare, per un’esperienza gastronomica completa e a orario continuato. Il locale è aperto tutti i giorni dalle 12 alle 21. Sono 35 i coperti a cui si aggiunge il dehors con vista su piazza della Signoria.

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Un primo assaggio del menu è arrivato già dalla serata dell’inaugurazione. Lo chef ha proposto l’Emilia burger con salsa verde, i celebri tortellini dell’Osteria (Bottura si è fermato a mangiarli in compagnia di un gruppetto di persone), il Taka bun con pancia di maiale e la sua versione veggie, la mousse di Pina Colada e l’amarena cheesecake. Gran finale la cacio e pepe. Tra le proposte da provare e che più hanno incuriosito dalla semplice lettura del menu  l’Hot dog di chianina ma c’è anche la lingua con salsa verde e lattuga grigliata. Non mancano le specialità etniche in onore della chef messicana e del suo bagaglio di esperienze maturato in vari ristoranti all’estero: da tortillas e tacos alle melanzane thai e lo sgombro con  salsa ponzu per un omaggio all’Oriente. I prezzi per i singoli piatti oscillano tra i 15 e i 30 euro. 10 euro i contorni e 15 i dolci, dove c’è anche un sorbetto di spritz al mandarino con macedonia. Vini francesi e toscani per accompagnare le pietanze.

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Per Bottura l’inaugurazione è stata un autentico bagno di folla. Circa 1500 le presenze stimate per visitare il Gucci Garden diretto da Paul Feakes e vedere le meraviglie uscite dagli archivi del brand, apprezzare lo spazio museale a cura di Maria Luisa Frisa, fare acquisti esclusivi in boutique e logicamente assaggiare i piatti a firma Bottura. il ristorante contribuirà a ricordare che firenze è sempre stata centro di scambi culturali Lo chef, vestito da capo a piedi Gucci (dalla candida giacca dove sbocciava una rosa nel taschino alle sneakers di pelliccia) si è concesso con generosità per le foto ricordo con gli ammiratori. C’è anche chi ha approfittato dell’occasione per chiedergli di mettersi in lista d’attesa all’Osteria Francescana. Al suo fianco si è fatta notare anche la figlia maggiore, che studia a Washington e ha approfittato delle vacanze invernali per raggiungere il padre e partecipare a questo grande evento mondano che ha pure una importante finalità culturale. “Il ristorante contribuirà a ricordare che Firenze è sempre stata un centro di scambi culturali, particolarmente durante il Rinascimento” sottolinea Bottura. A ribadire questa idea, nel locale ci sono i versi di un canto carnascialesco del XV secolo scritto da Lorenzo de’ Medici, la Canzona de’ sette pianeti. Con Gucci Osteria da Massimo Bottura non c’è dubbio che si è già scritto un altro capitolo di questa storia illustre.

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