L’Anses punta il dito sui prodotti contenenti spirulina

13 gennaio 2018

Fino a ieri faceva bene alla dieta, ricca com’è di antiossidanti e vitamine. Ora, come prima di lei fu per il famigerato olio di palma, anche l’alga spirulina rischia di finire bandita dalla nostra vita. Utilizzata spesso come integratore alimentare, questa alga negli ultimi anni è diventata un must per le sue mille proprietà, dopo l'olio di palma, anche l'alga spirulina potrebbe essere dannosa utilizzata in compresse, ma anche base di frullati e centrifugati dal riconoscibile colore verdino. Oggi, secondo l’Anses, l’Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria francese, sarebbe la causa di diverse segnalazioni di effetti collaterali: secondo l’agenzia, infatti, i prodotti contenenti questa sostanza possono essere contaminati da cianotossine, batteri, piombo, mercurio e arsenico, con effetti diversi: angioedema, gravi disturbi digestivi, disturbi del tessuto muscolare, insufficienza renale sono i più gravi effetti collaterali legati a un massiccio uso della spirulina, secondo quanto reso noto.

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Se però si legge con attenzione la segnalazione dell’Anses conferma ciò che dovrebbe essere alla base di qualsiasi consumo: il buon senso. Assunta in dosi ragionevoli, intese con pochi grammi al giorno per gli adulti (spiega infatti l’Anses) il suo uso è sicuro, a meno di non soffrire di allergie specifiche. In sostanza, quindi, un falso allarme: l’alga di per sé non fa male. Quello cui bisogna prestare attenzione – e anche qui nulla di nuovo – è la sua provenienza. E ricordarsi, in caso si sia scelto un regime alimentare vegano, che no, usare la spirulina per assumere vitamina B12 non funziona, visto che quella contenuta nell’alga è praticamente inattiva.

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