Nuove aperture a Roma: Hokusai Ramen

16 gennaio 2018

Monitorare le nuove aperture fa parte del lavoro, ma succede che alcune ti si parino davanti quando meno te l’aspetti, magari proprio sulla strada per la redazione. Per quanto riguarda Hokusai Ramen a Roma (via Prenestina, 123), un ristorante focalizzato sul ramen che propone anche altre specialità giapponesi la prima cosa che ho notato è stato il nome del pittore giapponese, Hokusai appunto, le cui opere punteggiano il locale (compresi i tappetini con La Grande Onda di Kanagawa in bagno, forse un eccesso). Nonostante l’insegna faccia immaginare un focus sul ramen, il menu del ristorante propone diversi piatti della cucina giapponese, mescolando varie tradizioni: si trova il miso ramen di Hokkaido e l’okonomiyaki di Osaka, ad esempio. Per provare più piatti possibili ci sono stata la sera dell’apertura, lontana dalle ore dedicate all’inaugurazione, con un gruppo abbastanza numeroso e diviso tra appassionati di ramen, novizi e dubbiosi. Del servizio mi limiterò a dire che ha un ovvio bisogno di rodaggio: l’attesa abbondante, le portate giunte in maniera asincrona, qualche ingenuità di troppo nel rapporto con il cliente, sono tutti elementi da giudicare più approfonditamente nel corso delle prossime settimane.

hokusai gyoza

Passiamo al menu. Per cominciare abbiamo deciso di provare i piatti extra-ramen, anche se visto l’ingolfamento della cucina con le comande, tutto è giunto in maniera piuttosto casuale. I gyoza con cavolo verza, carne di maiale e una dose abbondante di zenzero, ci sono giunti appiccicati gli uni agli altri, con la salsa di soia portata soltanto in un secondo momento, con l’ultima porzione ordinata. La cottura ci è parsa poco curata, con la pasta che si sfaldava al morso: ne abbiamo assaggiati di migliori.

hokusai okonomiyaki

Il pollo teriyaki invece era molto godibile, tenero e saporito. Buono, anche se non di facile gradimento per tutti, l’abbondante okonomiyaki: ricco di petali di katsuobushi – il tradizionale tonnetto essiccato – e con una dose decisamente generosa di maionese e salsa Otafuku (un classico condimento denso e dolce), la pizza di Osaka comprendeva anche sapide fettine di pancetta e cavolo verza ancora croccante.

hokusai ramen

E il ramen? In carta sono disponibili diverse tipologie, spiegate in dettaglio: shio, shoyu, miso, curry, yasai (vegetariano) e jigoku, che significa inferno, una variante ascrivibile alla categoria dei tantanmen, ramen dal brodo denso e piccante che si rifanno ai tradizionali dan dan noodles o dan dan mian cinesi. in carta si trovano diverse tipologie di ramen, dai classici fino al ramen piccante Ognuna delle tipologie proposte è customizzabile con diversi extra: kaedama (una porzione aggiuntiva di 140 g di noodles), chashu (arrosto di maiale), mezzo uovo marinato, germogli di bambù, germogli di soia, mais, spinaci, burro, lardo, naruto (la fettina bianca e rosa di torta di pesce) e alga nori. Il miso ramen arriva con fettine di negi (cipollotto fresco), uovo marinato e fette di arrosto di maiale. Il brodo è abbastanza piacevole, non così vigoroso come è descritto in menu, con un intenso aroma di miso bianco che in realtà non lascia scoprire altro della struttura del brodo. Le guarnizioni di burro e mais – tipiche del miso ramen di Hokkaido – probabilmente si sono perse nella concitazione della prima sera d’apertura. I noodles hanno poco nerbo, ricordano molto dei classici spaghetti occidentali: li avremmo preferiti più al dente. All’assaggio anche shoyu, shio e curry ramen sono comunque abbastanza godibili.

dango hokusai

I dessert comprendono dorayaki, mochi ripieni di gelato, taiyaki (cialda dolce e calda ripiena di marmellata di fagioli azuki) e spiedini di dango, gnocchetti di riso cosparsi di salsa di soia caramellata. I mochi, specialmente per gli appassionati di consistenza QQ – ossia gommosa, resistente alla masticazione – sono piuttosto buoni. I dango oltrepassano il confine tra dolce e salato, tendendo a una sapidità particolare che non convince tutti. Sul momento non li apprezzo particolarmente, mentre il giorno successivo mi scopro a volerne di nuovo un assaggio: un classico dei gusti acquisiti. Per un giudizio finale aspettiamo che il servizio riesca a tenere il passo con l’entusiasmo degli appassionati di ramen della Capitale che hanno subito riempito il locale. Intanto: in bocca al lupo!

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