Affamati di Serie: Narcos e le arepas

16 gennaio 2018

Oggi il governo degli Stati Uniti può ascoltare tutto quello che dici… ma in Colombia nel 1989 non era così facile”. Narcos è insieme intrigante e inquietante: quello di cui si parla è il traffico di cocaina e le guerre che ne conseguono; dopo la sua caduta, c'è chi lo immaginava a vendere arepas in una bancarella nella quarta stagione il cartello criminale contro cui si lotta (la serie ricostruisce vicende reali) è quello di Guadalajara, nella terza di Cali. Ma il fenomeno Narcos è esploso già con i primi venti episodi, incentrati sull’epopea di Pablo Escobar e del cartello di Medellìn: una vastissima organizzazione di narcotrafficanti che dalla Colombia era arrivata a conquistare Perù, Bolivia, Stati Uniti e infine Europa. Noto come il Re della cocaina, Pablo Escobar aveva già ispirato libri e film (anche il cattivo di 007-vendetta privata è esplicitamente ispirato alla sua figura). Chi però, prima di qualunque altra discettazione, cerca in ogni storia un riferimento al cibo, della delittuosa carriera di Escobar avrà anzitutto colto la passione per le arepas. C’è addirittura chi lo immaginava dopo la sua caduta a venderne di calde e soffici in una bancarella.

arepas-narcos

Le arepas sono tipiche focaccine che in Venezuela e Colombia si cucinano da tempi antichissimi; si preparano con farina di mais, acqua e sale, che devono essere mescolati e poi lasciati a riposo; dall’impasto si estraggono poi dischetti dello spessore di circa 5 millimetri. I più cuociono sulla piastra (o in padella), qualcuno frigge. Tale versatilissima preparazione, sfruttata di solito come semplice accompagnamento alle portate principali, può davvero abbinarsi a tutto: salse, formaggi, insaccati, passando per apposite guarnizioni a base di carne (per esempio, straccetti di manzo e cipolla), legumi o verdure. Chi vuole fidarsi del palato di Escobar, dovrà confrontarsi con le più classiche arepas de queijo, mentre per le varianti più ricche, si chiederà di farcire con pulled pork. Non poteva mancare la traduzione in dessert, con zucchero e sciroppo d’acero.

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