Birraio dell’anno: trionfa Josif Vezzoli

22 gennaio 2018

Dallo studio di registrazione di Ligabue al trionfo sul palco dell’Obihall a Firenze. Josif Vezzoli di Biella (Birra Elvo) è il miglior Birraio dell’Anno 2017: ha trionfato nella manifestazione ospitata nel teatro fiorentino dopo aver sbaragliato la concorrenza di una ventina di colleghi. Miglior birraio emergente Giovanni Faenza di Ritual Lab da Roma: il giovane ha trascorsi nell’enologia e si è fatto conquistare senza riserve dal mondo del luppolo pochi anni fa. I due si sono imposti nel corso della nona edizione della manifestazione che premia ogni anno il miglior artigiano della birra italiana. Una sorta di pallone d’oro della birra che ha visto alcune sorprese e diverse conferme.

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 Ideato e organizzato dal network Fermento Birra, il premio offre l’occasione di conoscere più da vicino la realtà dei birrifici italiani. Dopo una super-selezione (quasi mille i candidati) sono state individuate e proposte al grande pubblico 150 birre artigianali alla spina prodotte dai 25 birrifici italiani, birre in degustazione nei 3 giorni di manifestazione a Firenze. una giuria di 100 persone tra giornalisti, degustatori e addetti ai lavori Per arrivare a individuare la rosa dei finalisti il premio si è affidato a una giuria composta da giornalisti, giudici, degustatori e addetti ai lavori. I 100 esperti hanno valutato il lavoro dei birrai italiani, con particolare attenzione alla filosofia, alla bravura tecnica e in ultima analisi anche ai risultati ottenuti nel corso dell’anno. Tutti valori determinanti per individuare i 20 finalisti per il premio principale e i 5 per la categoria emergenti. Novità e conferme, come detto, hanno caratterizzato la manifestazione che ha proposto eccellenze apprezzate anche all’estero.

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Per Vezzoli la vittoria arriva dopo un percorso relativamente breve per arrivare al top: fino a pochi anni fa costruiva studi di registrazione, tra cui proprio quello per Liga, poi la decisione di aprire un microbirrificio con il fratello Raoul. Nel giro di un triennio è passato dagli emergenti ai big e quest’anno ha battuto in finale Marco Valeriani del birrificio Hammer, già vincitore del 2016 e conquistatore del secondo posto. Le birre di Vezzoli sono preparate in stile tedesco, “crude con passione” come ama definirle. Punto di forza del prodotto l’acqua, particolarmente leggera e quasi priva di sali minerali, che fa la differenza. A proclamare vincitore Vezzoli è stato Lorenzo Kuaska Dabove, degustatore e ormai da diversi anni presentatore della manifestazione. Sul podio oltre a Vezzoli e Valeriani, al terzo posto Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes già vincitore dell’edizione 2013.

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Il premio per il Birraio Emergente, riconosciuto al produttore con meno di due anni di esperienza, è andato a Giovanni Faenza di Ritual Lab (Roma): galeotto fu un incontro con lo stesso Kuaska, per un corso in enoteca. Giovanni Faenza e il padre decisero di tentare la strada del birrificio. il birraio emergente è di roma: giovanni faenza di ritual lab A distanza di pochi anni la conferma di aver fatto la scelta giusta. Le birre di Ritual Lab, caratterizzate da etichette che sono dei piccoli capolavori, si sono fatte conoscere in manifestazioni internazionali e non solo. Con il progetto Ritual Lab On the Road sono consegnate direttamente dal birrificio in tutta Italia in tempo record con furgoni refrigerati per mantenere inalterato il prodotto. Il premio, come tutti gli anni, ha proposto street food toscano ed extraregionale, degustazioni e incontri nell’area Beer Show durante i tre giorni di manifestazione a Firenze. Per i birrai è stato anche l’occasione di raccontare e far conoscere più da vicino lavoro e sacrifici che si nascondono dietro prodotti artigianali unici. L’appuntamento è ora al 2019 con la decima edizione del premio.

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