Fate largo a Spazio: apre a Roma il nuovo ristorante ideato da Niko Romito

23 gennaio 2018

Cosa faresti se avessi 20 milioni di euro da investire su una tua idea? Niko Romito lo sa bene. Creerebbe un progetto ambizioso ma Reale (mi si perdoni la facile battuta). Esporterebbe la sua concezione del cibo ben al di là da Casadonna, ben oltre gli spin-off restaurant degli ultimi 5 anni, un progetto ambizioso ideato da niko romito, oltre gli spin-off restaurant lontani spazialmente da quel terzo piano di Eataly Ostiense e avendo ben in mente l’esperienza dell’avamposto al Duomo di Milano. Niko metterebbe insieme un progetto articolato e ambizioso, in continuità con il passato, che miri a creare una costellazione di locali, che abbiano stampigliata ben in vista la firma dello chef come monito per il personale e i clienti, ad abbracciarne la filosofia e la persistente e instancabile ricerca, per cui Niko è noto. Ora che il condizionale lascia spazio all’indicativo, ora che Italia Cibum SpA e Banca Profilo hanno dato il via a una operazione finanziaria, il progetto diventa tangibile. Apre il 27 gennaio a Roma, Spazio di Niko Romito. Il numero uno del modello da replicare.  Niente parentesi nel nome, nessun riferimento alla formazione, come avveniva in passato. Dà l’idea che il training sia finito e si inizi davvero a fare sul serio.

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Primo ristorante di una serie di 8 aperture in 5 anni – che porteranno la cucina del tristellato a colonizzare (ora) la Capitale ma anche, tra le altre, l’America con l’apertura a New York entro l’anno – sarà animato da un sapiente mix di studenti della sua scuola e professionisti. Collaboratori valenti, questi ultimi, che dello chef condividono la mission. Si faccia riferimento a Gaia Giordano – l’executive della galassia Spazio – che abbiamo visto sorridere dietro al pass, gli occhi attenti, le mani pronte a intervenire; donna di grinta e gentilezza. La sorella di Niko, Sabrina, dal sorriso sincero e una professionalità trasparente, si occupa di eventi e accoglienza. O Roberto Bergamin (direttore del ristorante di Roma) o Valerio Capriotti (sommelier).

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Spazio a Roma è ristorante e non solo; costola della formazione di casa a Rivisondoli e non solo. Piazza Verdi 9/e da un lato e via Guido D’Arezzo dall’altro, nel quartiere Pinciano-Parioli per l’esattezza. Precisione, necessaria di certo, non per il solo vezzo di diaristica, ma fondamentale perché è un indirizzo doppio, che vuole essere letto all’interno del quartiere in cui sorge. Da un lato la ristorazione di alto livello ma con approccio pop; dall’altra un progetto tutto nuovo che abbraccia la panificazione, la colazione, la merenda, strizza l’occhio – non faticherete a crederci – all’hotellerie e ovviamente si sposa con il bere miscelato. Tanto più che sarà aperto 7 giorni su 7 dalle 7.30 alle 23.

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Il ristorante

Il ristorante occupa il piano superiore della struttura. Entrata indipendente e begli spazi. I cuochi (24 in totale) nuoteranno ordinati in una grande cucina acquario che affaccia tanto su un lungo bancone quanto sull’esterno, illuminandosi via via con le stagioni capitoline. Appena al di qua del vetro, la sala, in sapiente equilibrio tra gli spazi accolti e il lussureggiante ma minimale giardino d’inverno. Gli ambienti giocati sull’alternanza di toni scuri ma caldi che abbiamo imparato ad apprezzare a Milano e a Casadonna, una serra di vetro e acciaio che d’estate si aprirà agli zefiri e durante la stagione fredda accoglierà con una atmosfera ospitale. Un gioco avvincente di elementi ossimorici che ospiterà 70 coperti. In carta piatti di grande precisione formale, ma facilmente intellegibili per portare quanta più gente possibile, sempre più vicina al concetto di alta cucina. 6 antipasti, 6 primi, 6 secondi e 6 dolci, con un prezzo che sa essere piccolo. Una carta molto simile a quella di Milano, ma con incursioni belle della tradizione romana.

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Spazio Pane e Caffè

Spazio Pane e Caffè è la vera novità. Una panetteria nel senso più autentico del termine, qualcosa che sappia di storia e di vita di quartiere. Caffetteria, senza essere baretto, in cui la calda bevanda sarà solo pretesto per una offerta di livello. il pane sarà il protagonista di spazio pane e caffè Il pane è una delle ultime sfide dello chef: appassionato, quasi ossessionato (non ce ne voglia), dalla precisione millimetrica delle lievitazioni, dal potenziale inesauribile delle farine. È per questo che a Casadonna sorge un laboratorio all’avanguardia per la panificazione, dove si produrranno e abbatteranno 1000 pagnotte al giorno, che giungeranno a destinazione per essere rigenerate, pronte e incredibilmente fragranti. Da acquistare qui, come un vero e proprio alimentari di quartiere. Il pane si potrà assaggiare accomodati negli 8 tavoli e divanetti della sala, in tutti i suoi abbinamenti, dai più tradizionali su tutti cioccolato o prosciutto, alla fetta da bagnare nel fondo di ragù: sarà il protagonista.

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E poi una cucina (indipendente, ma comunicante con quella al piano superiore) calda e fredda che potrà accompagnare i commensali dal primo mattino giù giù fino al dopo cena. Espressa e bilanciata, a un prezzo livellato con quelli di un qualsiasi altro indirizzo della Capitale. una cucina calda e fredda che accompagna i commensali dal primo mattino Quindi ci sarà spazio per dolci da forno e brioche nelle prime ore del giorno; un twist sulle uova che guarda alla colazione internazionale per chi giunge qui durante la mattinata (e qui il riferimento al servizio d’albergo non manca); piatti della tradizione del Centro-Sud riletti e alleggeriti per chi volesse pranzare come a casa, ma meglio; oppure insalate e toast che possono far cadere le convinzioni stantie sulle rispettive categorie di queste preparazioni troppo spesso frugali; ma anche aperitivo con mixology dalle mani di Mauro Cipollone. Una offerta così varia e stimolante che non vi resta che provarla.

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