Mangiare vegano non significa mangiare sano: il problema dei cibi pronti

28 gennaio 2018

Spezzatino di seitan pronto da portare in tavola, affettato carpaccio aromatico o tipo bacon. I cibi vegani pronti si rivolgono a tutti i consumatori che desiderano evitare i prodotti derivati dagli animali o legati al loro sfruttamento dalla propria dieta. Hanno spesso nomi che ricalcano ricette da onnivori e, come i prodotti senza glutine – i cibi pronti vegani spesso non sono salutari quanto i consumatori credono insieme, in pochi mesi, hanno invaso tutti i supermercati – godono in genere di un’ottima reputazione, visto che sono considerati molto sani e naturali. A quanto pare decisamente a torto. Come ha infatti scoperto la rivista francese 60 millions de consommateurs, scegliere cibo vegano non è sinonimo di mangiare in maniera più corretta. Per scoprirlo, è sufficiente andare a spulciare la lista degli ingredienti apposta sui cibi veg, ed è proprio quello che il magazine d’oltralpe ha fatto. Analizzando infatti i componenti e le tabelle nutrizionali degli alimenti in vendita nei supermercati francesi, secondo i risultati le etichette mostrerebbero come questi prodotti, pur essendo costituiti al 100% da prodotti vegetali, siano pieni di altri ingredienti, volti a renderli più appetibili.

polpettone vegano

Nella maggior parte dei casi, infatti, per riprodurre il gusto di un prodotto onnivoro in chiave vegana, le aziende ricorrerebbero a escamotage come l’utilizzo di additivi e aromi. Un esempio riportato dalla rivista nella propria indagine è quello del formaggio vegano: per ricrearne un succedaneo veg, che ne ricordi odore e sapori, sono usate miscele di amidi oli vegetali, uniti a stabilizzanti e aromi, che danno al prodotto coerenza con il suo omologo. Questo comporterebbe un prodotto dal sapore accettabile, completamente a scapito della sua naturalezza.

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Analizzando poi i valori nutrizionali, la rivista ha scoperto che in ogni alimento c’è un forte squilibrio dal punto di vista dei nutrienti: si troverebbero soprattutto cibi molto ricchi di zuccheri e scarsi in proteine. Il che comporterebbe la necessità di compensare ulteriormente con altri cibi crudi ricchi di tali elementi, come soia, mandorle o altri legumi. In totale, dall’analisi, emerge il profilo di un mondo fatto di prodotti non particolarmente salubri. Se a questo si aggiunge il prezzo cui sono offerti – di solito pari ad almeno il doppio rispetto a cibi più convenzionali – forse sarebbe il caso di stare più attenti a ciò che si acquista e prediligere, ove possibile, una preparazione casalinga.

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