È la Toscana la più amata dai turisti italiani

30 gennaio 2018

Non si riesce a strapparle lo scettro: è la Toscana la destinazione più desiderata dai turisti italiani, soprattutto quando si parla di turismo legato al buon mangiare e bere. A confermare la posizione sul trono alimentare della regione di Dante è infatti il primo Rapporto sul turismo enogastronomico italiano, il primo rapporto sul turismo enogastronomico italiano fa emergere la toscana come regione preferita dagli italiani che ha esaminato caratteristiche e numeri del turista enogastronomico italiano e le sue propensioni in fatto di mete di viaggio. Come rileva l’analisi, l’enogastronomia è infatti una componente rilevante nelle scelte di viaggio dei nostri turisti, che – dice il rapporto – manifestano il desiderio di conoscere e sperimentare l’enogastronomia in tutte le sue sfaccettature, per cui si buttano nelle esperienze food più popolari, con i piatti tipici del luogo in un ristorante locale, visitano i mercati con i prodotti del territorio e spesso comprano cibo dei food truck. Quando si tratta del nostro Paese, i nostri turisti incoronano per qualità e sostenibilità la Toscana, seguita sul podio dalla Sicilia e dalla Puglia, poi dall’Emilia Romagna, dalla Campania e dal Lazio. Se quindi state pensando di farvi un giro in una di queste regioni, ci sono sicuramente dei piatti che non potete perdere. Una premessa è d’obbligo: ogni regione ha una cucina tanto ricca quanto variegata, questo significa che da nord a sud di ogni luogo troverete piatti diversi, a seconda della latitudine cui vi troverete.

  1. fiorentinaCiò che lega la Toscana tutta è un fil rouge di sapori forti, visto che le preparazioni variano di zona in zona ed è piuttosto difficile sintetizzarne tutti i contenuti. Se quindi vi avventurerete nel fiorentino, non potete mancare la pappa al pomodoro, la ribollita e una classica bistecca alla fiorentina. A spasso, un bel panino col lampredotto o un pezzo di schiacciata o, ancora, del pan col ramerino, che potrete trovare in uno dei numerosi forni in giro per la città. Quindi i crostini con i fegatini, la trippa, i fagioli all’uccelletto. Se vi spostate nel livornese, invece, potrete assaggiare il tradizionale cacciucco o il vero baccalà alla livornese. Ovviamente, se Toscana è, Toscana deve essere, per cui non potete mancare un appuntamento con la cacciagione, ma soprattutto con il cinghiale, che vi verrà proposto in diverse ricette, tutte accomunate dalla necessaria marinatura, lunga almeno un giorno.
  2. OrecchietteSe l’idea è di farvi un bel giro in Puglia, anche qui troverete offerte piuttosto variabili. Dalle tipiche orecchiette al ragù di carne di cavallo alle orecchiette con le cime di rapa, fino alla cicoria con purea di fave, i cavatelli con le cozze, il riso al forno alla barese, celebre come patate riso e cozze. Nel Salento fate uno spuntino con il rustico leccese, burroso e ripieno di pomodoro, mozzarella e besciamella, ma assaggiate anche la puccia, il pane con le olive nere, e fate incetta di pasticciotti. Quindi mangiate ciceri e tria, i ceci con pasta sottile e fritta, e non perdete le municeddhe, le lumache monachelle, oltre alle sagne, la scapece di Gallipoli e i gamberi rossi, quindi l’immancabile frisa e le pettole. Se siete sul Gargano provate le anguille di Lesina e le alici nere di Vieste, magari con il pane di Monte sant’Angelo rigorosamente accompagnato dalla polpa dei ricci pugliesi. Infine, curiosate con le ostie ripiene, tipico dolce a base di mandorle e miele.
  3. aranciniSe avete previsto una tappa in Sicilia, nel palermitano vi toccherà certamente assaggiare pane e panelle, le arancine, gli anelletti, il panino con la meusa, lo sfincione, la frittola, sarde a beccafico, la caponata. Se state passeggiando potete comprare un bel cartoccio di semenza, quindi cannoli, cassata, la brioche con il gelato, la granita al caffè, le sfince. C’è la pasta con le sarde, c’è la pasta alla norma. Tipico del caldo ferragostano è un piatto molto invernale, che vale la pena assaggiare: la pasta con il tenerume, una minestra di spaghetti spezzati in brodo con le foglie e germogli della zucchina lunga di Sicilia e pomodoro. Se capitate a Erice, troverete tutta la gamma dei dolci tipici della tradizione: potete e dovete provare tutto, dai cannoli ai bocconcini, poi dessier, sospiri, buccellati di fichi, ma soprattutto le genovesi e la frutta di Martorana, fatta con pasta reale o di mandorle.
  4. tortellini in brodoIn Emilia Romagna regna la pasta fresca all’uovo, ripiena o meno, così come le tagliatelle di Bologna, i tortellini di Castelfranco, i cappellacci alla zucca di Ferrara. Lasagne al forno e tortellini in brodo rappresentano forse appieno la tradizione gastronomica della regione. Oltre, chiaramente, a prodotti e ingredienti che si distinguono in tutto il mondo, dal Parmigiano Reggiano (fidatevi, mangiarlo lì è un’altra cosa), la coppa di Piacenza, il culatello, il prosciutto di Parma DOP, lo zampone di Modena e la mortadella di Bologna. Ciò che differenzia la cucina emiliana da quella romagnola sono le salse e i condimenti ricchi e generosi della prima, mentre la seconda è orientata a una cucina di mare e a sapori più speziati. In Emilia, da non perdere, le crescentine, che a Modena si chiamano tigelle, tipiche da servire con salumi e formaggi. Quindi erbazzone, tagliatelle, garganelli, anolini di Piacenza, zampone, stracotto, torta Barozzi , tenerina e torta di tagliatelline. In Romagna certamente troverete sul tagliere di salumi la mora romagnola, suino dal manto scuro e dal musetto allungato che, salvato dall’estinzione, allevato in diverse zone della Romagna. La piadina, che è più sottile a Rimini e più spessa a Cesena, preparata con strutto o con olio, o la polentina con le vongole, i cappelletti, i passatelli, gli strozzapreti. Mangiate il coniglio in porchetta, il galletto alla cacciatora, la rustida di pesce, il brodetto. E chiudete con un’ottima zuppa inglese.
  5. pizza napoletanaSe invece il viaggio vi porta in Campania, a Napoli potrete certamente provare tutta la gamma di prodotti da consumare in giro per la città: pizzapizza di scarole, pizza rustica ripiena, sartù di riso, in friggitoria (ce ne sono tantissime) frittatina di maccheroni, mozzarella in carrozza, zeppole, panzarotti, pizzelle. Quindi la celebre parmigiana di melanzane, il gattò di patate, il casatiello, la minestra maritata, l’insalata di rinforzo, gli ziti con il ragù o la pasta con la genovese, l’impepata di cozze, i friarielli in padella. Per chiudere con una selezione di dolci tra cui pastiera, babà, sfogliatelle ricce o frolle, la torta caprese. In Irpinia provate la ciambotta, il risotto al cacio, le melanzane ripiene al forno senza carne, la pasta con rucola, patate e pomodorini. A Salerno, invece, la parmigiana di alici alla cilentana, la mevza mbuttunata, milza di vitello imbottita d’aglio, decisamente una pausa merita la zizzona di Battipaglia, ormai di fama mondiale.
  6. Carbonara - RR (20)Nel Lazio grande padrona è la cucina di Roma, celebre per le sue paste – amatriciana, carbonara, gricia, cacio e pepe – accompagnate dai classici secondi come il saltimbocca, l’abbacchio al forno, la coratella, la trippa. Da provare a passeggio le coppiette, carne secca di maiale speziata e piccante, da prendere a morsi insieme a una bella rosetta. A passeggio i supplì, il fritto misto alla romana, il baccalà fritto. Le puntarelle, i germogli della catalogna, rigorosamente conditi con un battuto di olio, aglio e alici. Per i dolci, il pangiallo di Palestrina, con farina, frutta secca, canditi, cioccolato e zafferano, le pupazze di Frascati, con miele e arancia. Il maritozzo, chiaramente con molta panna. D’estate d’obbligo una fermata per una grattachecca. Assaggiate il pane, quello di Lariano, quello IGP di Genzano, con la sua crosta spolverizzata a cruschello. Se vi spostate verso il mare, fermatevi a Gaeta: dovete assaggiare la tiella, una pizza rustica con varie farciture (dalle alici alla scarola, dai polpi alle zucchine), oltre alle celebri olive, dal sapore leggermente frizzante. E chiedete in giro per la palla ciotta, un bignè ripieno di crema alla nocciola ricoperto da una crema classica o al cioccolato.

 

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