Bacche di Maqui: cosa sono e come si usano

1 febbraio 2018

Semi di chia, bacche di goji, avocado, bacche di açai, mirtilli e alghe: la lista dei superfoods non accenna a diminuire, ma anzi accoglie una new entry dagli effetti portentosi per la nostra salute, ossia il Maqui. Conosciuto anche con il nome di mirtillo della Patagonia poiché crescere spontaneamente nelle foreste temperate dell’America del Sud (Patagonia, Cile e Argentina), questa pianta sempreverde – appartenente alla famiglia delle Elaeocarpaceaeil cosiddetto mirtillo della patagonia possiede straordinarie proprietà benefiche si presenta come un grosso arbusto con foglie sottili ed ellittiche, fiori bianchi e succose bacche di un bel color blu scuro. Ed è proprio nella particolarità di questo colore così accesso ed attraente che risiede il segreto delle sue straordinarie proprietà benefiche: il maqui infatti si caratterizza per l’elevato contenuto delle antocianine – un gruppo di polifenoli – che, oltre a conferire il caratteristico colore blu, rappresenta un fondamentale antiossidante per la nostra salute. In realtà la fama di questo frutto risale a tempi ben più lontani: già le popolazioni antiche, ben consapevoli dei potenti effetti del maqui, si dedicavano alla sua coltivazione con estrema pazienza e dedizione. Per raggiungere un raccolto destinato alla produzione su larga scala (circa 10 chili) ci possono volere fino a 5 anni. Ma andiamo con ordine e vediamo nello specifico le ragioni che hanno portato a ribattezzare il maqui come bacca dei miracoli: ecco quindi nel dettaglio quali sono le sue principali proprietà benefiche e come utilizzarlo.

Proprietà benefiche

maqui

Come anticipato, il segreto delle bacche di maqui è rappresentato dall’elevatissimo contenuto di antocianine – e in particolare di delfinidine – che svolgono un ruolo fondamentale per la vita della pianta stessa, proteggendola dalle radiazioni ultraviolette del sole, nonché da altri agenti patogeni vegetali. Ma non finisce qui, perché il maqui presenta anche un ragguardevole deposito di vitamine, soprattutto dei gruppi E e B. Tali caratteristiche accomunano l’efficacia portentosa di queste bacche a quelle più famose di goji, di açai e al ribes. Insomma, una riserva preziosa di sostanze benefiche contenute in una piccola e succulenta bacca, che darà del filo da torcere a colesterolo e radicali liberi. Dalla cura della pelle alla caduta dei capelli, le applicazioni di questa pianta sono davvero numerose e trasversali: le dosi per l’assunzione ovviamente varieranno in base a ciascun individuo e alla peculiare esigenza che si intende risolvere. In generale, però, vi basti sapere che le bacche di maqui sono un ottimo rimedio contro gli stati infiammatori dell’organismo e i primi malanni di stagione, agendo in particolare sul tratto delle vie respiratorie. Il maqui, inoltre, rappresenta un valido alleato nella perdita del peso: introdotto con moderazione in un regime alimentare ipocalorico infatti contribuisce a bruciare i grassi agevolando lo smaltimento dell’adipe in eccesso.

L’UTILIZZO IN CUCINA

maqui

Per sfruttare al meglio gli effetti benefici del maqui, occorre mangiare le bacche intere – come si fa con i frutti di bosco – magari aggiungendole a una ricca e colorata insalata o utilizzandole a decorazione di torte e dolci al cucchiaio. Se invece preferite averne sempre una piccola scorta pronta per l’uso, potete optare per i succhi, per puree monoporzione, o ancora per integratori a base di maqui liofilizzato (in tavolette, pastiglie o capsule). Ma il maqui si presta bene anche per la preparazione di infusi e tisane: basterà trovarlo in polvere o in formato essiccato e utilizzarlo allo stesso modo di tè ed erbe mediche.

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