Kava, il drink che allevia lo stress dei Millennials newyorchesi

7 febbraio 2018

Gli americani hanno deciso di dire addio al mal di testa da sbronza, che ci saluta, puntuale, al risveglio dopo una notte brava. Tutto merito della kava, una bevanda che sta dilagando negli Stati Uniti, e che si appresta a sostituire l’alcol nella fuga dallo stress quotidiano. Come per tutti i trend, la sete di kava è iniziata a New York, dove i locali specializzati nella inebriante pozione si stanno moltiplicando per sedare ansie e paure dei Millennials che vivono nella Grande Mela.

Cos’è e quali effetti ha

kava

Il termine kava è utilizzato sia per definire la pianta arbustiva originaria del Pacifico sia la bevanda ottenuta dalla macerazione di foglie, radici e rizomi essiccati. Sono messi in commercio anche come integratori. il consumo di cava produce un effetto rilassante senza offuscare la lucidità mentale Il consumo della kava è molto diffuso in Polinesia, Melanesia, Micronesia e Australia. La bevanda a base di kava assomiglia a un bicchiere di acqua sporca, anche quando è adeguatamente filtrata. La ragione per cui ha stregato i Millennials newyorchesi è il suo potere sedativo. È infatti consumata come rilassante, senza però offuscare la lucidità mentale. Grazie ai kavalattoni, i principi attivi della pianta, i giovani stressati da ritmi lavorativi assurdi, mezzi pubblici, rumori e persino dalla politica interna, possono tirare un sospiro di sollievo, bere un sorso di kava e sprofondare nelle proprie letture o nel proprio computer. Sereni e tranquilli. Bevendo la kava, si avverte un intorpidimento della lingua e delle labbra, rilassamento ed euforia. Gli effetti sedativi ansiolitici sono paragonabili a quelli delle benzodiazepine, ma al contrario di questi comunissimi farmaci, la kava ha anche un effetto antidepressivo, che riduce o elimina del tutto gli effetti collaterali degli ansiolitici, come la sonnolenza e l’intorpidimento.

La storia

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Negli anni Novanta la kava iniziò a diffondersi in Occidente, ma i prodotti importati erano di bassa qualità. La mancata conoscenza della pianta non permetteva di capirne le qualità e le applicazioni. In più, l’Europa ne proibì la commercializzazione a causa di potenziali effetti negativi sulla salute umana. Questi furono confermati dalla Food and Drug Administration, che nel 2002 sottolineava come i prodotti a base di kava potessero creare problemi al fegato, ma solo in rari casi. Ciò diede il via libera alla ripresa delle esportazioni, che tra il 2012 e il 2016 sono raddoppiate.

I locali della kava

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A Bushwick, un quartiere di New York, noto per la sua scena artistica e i suoi bassi affitti, ci sono molti Millennials che ogni giorno si destreggiano tra mezzi pubblici, lavori stressanti e preoccupazioni politiche. Trovano rifugio in due locali: House of Kava e Brooklyn Kava. il business della kava è aumentato a seguito delle elezioni presidenziali negli usa Il primo organizza feste a tema per attirare clientela – giovani poeti, rapper e comici. Gli habitué del posto arrivano, consumano e si dedicano alle proprie attività: lettura, pittura, visione di film al computer. L’opposto di un normale bar, dove si urla e si consuma alcool. Stessa atmosfera da Brooklyn Kava. Aperto a Febbraio 2016, quando la kava era ancora pressoché sconosciuta, ora assiste a un’incredibile diffusione, tanto da portare il management a pensare ad altri punti vendita, collaborazioni e pop-up store. E se si chiede chi ha aiutato il business della kava, non ci sono dubbi. La risposta è: Donald Trump. Infatti, la maggior parte dei clienti sembra soffrire da ansia politica, creata dall’attuale presidente degli Stati Uniti. Un po’ di kava aiuta a non pensarci, senza dannosi effetti collaterali.

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